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Redazione GdA
Leggi i suoi articoliDal 21 marzo al 6 settembre 2026 il Crac Occitanie di Sète presenta Plastic Newspaper, la prima mostra monografica in Francia di Lucy McKenzie, a cura di Marie Canet.
Il Crac Occitanie (Centre Régional d’Art Contemporain Occitanie / Pyrénées-Méditerranée) è un centro pubblico dedicato all’arte contemporanea, sostenuto dalla Région Occitanie e dal Ministero della Cultura francese. Situato sul porto di Sète, l’istituto occupa un ex edificio industriale riconvertito in spazio espositivo e si distingue per una programmazione orientata alla produzione, alla ricerca e alla presentazione di progetti monografici e sperimentali di artisti francesi e internazionali.
Plastic Newspaper rappresenta il terzo capitolo di un progetto itinerante avviato nel settembre 2024 al centro d’arte Z33 di Hasselt, proseguito nel 2025 al Franz-Josefs-Kai 3 di Vienna e ora sviluppato a Sète. All’interno di questo ciclo espositivo, l’artista scozzese ripercorre i temi centrali della sua ricerca degli ultimi cinque anni: la statuaria, la moda e l’arte delle vetrine, la critica femminista del potere e delle élite, l’artigianato, il tempo libero e i media di massa.
Per la tappa al Crac Occitanie, McKenzie integra nel percorso una selezione di manichini in cera provenienti dalla collezione del museo anatomico del dottor Spitzner. La raccolta, composta da moulages presentati a Parigi alla fine del XIX secolo e successivamente esposti nei circuiti fieristici, è oggi conservata presso l’Università di Montpellier.
Lucy McKenzie lavora nel campo esteso della pittura ed esplora le relazioni tra tecniche tradizionali e contemporanee, design, architettura e media di massa. Formata al Duncan of Jordanstone College of Art and Design, si è specializzata nel trompe-l’œil presso l’Institut Supérieur de Peinture Décorative Van der Kelen-Logelain di Bruxelles tra il 2007 e il 2008. Nel 2011 ha co-fondato Atelier E.B con la designer Beca Lipscombe, un marchio di moda indipendente e critico che privilegia metodi di produzione artigianali e circuiti di distribuzione alternativi, in particolare in dialogo con il mondo dell’arte e delle istituzioni.
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