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Redazione GdA
Leggi i suoi articoliSono stati annunciati i vincitori delle tre sezioni del Pini Art Prize 2025/2026, il premio biennale promosso dalla Fondazione Adolfo Pini e dedicato alla produzione contemporanea under 35. L’annuncio è avvenuto in occasione dell’inaugurazione della mostra dei finalisti della Sezione Arti Visive, aperta al pubblico dal 15 gennaio e visitabile fino al 13 febbraio 2026.
Il premio si articola nelle sezioni Arti Visive, Poesia e Ricerca e si conferma come osservatorio sulle pratiche artistiche e di studio contemporanee, intrecciando linguaggi e ambiti disciplinari diversi.
Per la Sezione Arti Visive, la Giuria ha assegnato il Premio Pini Art Prize 2025/2026 al duo composto da Tommaso Arnaldi e Francesca Pionati. Gli artisti realizzeranno una mostra personale, a cura della Presidente di Giuria Cecilia Guida, nel nuovo spazio espositivo della Fondazione nell’autunno 2026.
La motivazione sottolinea la solidità e la maturità di una ricerca estetica rigorosa e fortemente identitaria, capace di articolarsi in una grammatica coerente che attraversa video, produzione sonora e musicale, installazione, performance e lavoro editoriale. All’interno di questa pluralità di linguaggi, il duo costruisce dispositivi che non si limitano alla documentazione ma interrogano criticamente il reale, trasformando i rapporti tra governance, collettività e libertà in esercizi di immaginazione estetica e politica. La Giuria ha inoltre evidenziato la capacità di rendere universali tematiche fortemente situate, legate alle geografie urbane e post-disastro in Italia, attraverso una scrittura progettuale calibrata, mai didascalica o riducibile a slogan. Come osservato da Cecilia Guida, il dialogo con Milano potrà attivare una riflessione sul tema della casa e dell’abitare, oggi particolarmente rilevante nel contesto cittadino.
Per la Sezione Poesia, il Premio è stato assegnato a Francesco Ottonello. La Giuria ha riconosciuto l’originalità di una ricerca capace di coniugare mito, lingua e visione contemporanea. Nel dicembre scorso, la sua lettura performativa di un poemetto dedicato al mito di Ganimede, scritto in sardo-latino, ha colpito per l’intensità e per la capacità di costruire un’epica contemporanea che attraversa tempi e spazi differenti. Una scrittura che intreccia radici ancestrali, riflessione storica e tensione autobiografica, sostenuta da un solido lavoro di ricerca sul mito, dal greco arcaico al bilinguismo medievale fino all’italiano contemporaneo. Come ha dichiarato il Presidente di Giuria Franco Buffoni, «Francesco Ottonello appare come una promessa, assolutamente in divenire, della poesia italiana». In qualità di vincitore, Ottonello consegnerà entro luglio 2026 la silloge completa per la pubblicazione nella collana LyraGiovani dell’editore Interlinea.
Per la Sezione Ricerca, il Premio Pini Art Prize 2026 è stato assegnato all’unanimità a Martina Colombi per la tesi di dottorato «Milano e il mercato dell’arte nella seconda metà dell’Ottocento. Il ruolo degli antiquari». La ricerca, condotta sul complesso archivio della famiglia di antiquari Grandi, protagonisti del mercato artistico milanese ed europeo tra la metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, è stata premiata per la capacità di ordinare e interpretare una vasta rete di documenti inediti. Carteggi, fatture, minute e documenti di trasporto restituiscono relazioni, strategie e dinamiche che hanno inciso sulla storia del collezionismo e dei musei europei. Come ha dichiarato Davide Dall’Ombra, Presidente di Giuria, la ricerca di Colombi offre una lettura rigorosa del mercato dell’arte come strumento privilegiato per comprendere la formazione del gusto collezionistico e borghese di Milano, nel dialogo tra dimensione locale e reti internazionali.
Curato dal Comitato Scientifico della Fondazione, composto da Cecilia Guida, Franco Buffoni e Davide Dall’Ombra, il Pini Art Prize nasce per sostenere la produzione contemporanea e favorire il confronto tra arti visive, poesia e ricerca. Un progetto che riflette la missione della Fondazione Adolfo Pini: custodire la memoria di Adolfo Pini e Renzo Bongiovanni Radice e, al tempo stesso, promuovere il dialogo tra generazioni e discipline artistiche.
Francesco Ottonello.
Martina Colombi.
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