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Redazione GdA
Leggi i suoi articoliIl lavoro di Agnes Waruguru nasce da un ricordo o un gesto quotidiano. Materiali e tecniche si sovrappongono, si contaminano. Diventano strumenti di memoria e di esperienza, attraverso cui l’artista indaga il rapporto tra identità, luogo e vissuto personale. Con «From What We Are», Waruguru presenta la sua mostra personale a Casa Masaccio | Centro per l’arte contemporanea di San Giovanni Valdarno, a cura di Alessandro Romanini. Per l’occasione ha realizzato un nucleo di opere in ceramica in collaborazione con artigiani locali. La ceramica si inserisce in continuità con la sua pratica: come altri materiali e tecniche, diventa uno strumento per esplorare memoria, identità e legame con il territorio, dialogando direttamente con il contesto che la ospita.
Nata a Nairobi nel 1994, Waruguru continua a vivere e lavorare nella sua città, pur con una carriera internazionale intensa. Dopo la Biennale di Venezia 2024, le sue opere sono state esposte a Los Angeles, Hong Kong, Parigi e Istanbul. La sua pratica spazia dalla pittura al disegno, dall’incisione al ricamo fino all’installazione. L’insieme delle opere comprende pittura su cotone, sculture in vetro, stampe e ceramiche. I materiali richiamano il sapere tradizionale femminile e dialogano con temi sociali e culturali: dalle relazioni familiari e sociali alle disuguaglianze economiche, fino alle dinamiche della globalizzazione e del neocolonialismo. Il processo creativo parte dall’emozione e si sviluppa in relazione al materiale. Motivi e pattern nascono dall’osservazione quotidiana e si trasformano attraverso strati di pittura, carta, inchiostro e stampa. Le forme comunicano tra loro, creando un sistema complesso e imprevedibile.
Temi come la dimensione domestica, la natura e il tempo riflettono l’esperienza personale dell’artista. Allontanata da casa a quindici anni, ha vissuto tra culture diverse e spesso si è trovata «unica» nel suo contesto, come quando fu l’unica donna nera e africana nel suo studio di pittura. La pratica artistica diventa così uno strumento per radicarsi, preservare la propria storia e rappresentare le esperienze altrui. Le opere di Waruguru combinano memoria e luogo, esperienza personale e riferimenti culturali. Trasformano gesti quotidiani in percorsi visivi e spaziali, invitando lo spettatore a osservare i dettagli e a comprendere le connessioni tra materia, forma e significato. Ogni elemento -dal pattern sulla ceramica alla trama del tessuto- è portatore di memoria, identità e storia.
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