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Erdogan, Wiesbaden (Germania)

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Erdogan, Wiesbaden (Germania)

L’arte contemporanea come strumento geopolitico: il nuovo libro di Enrico Mascelloni

Il volume vuole mettere in discussione una delle convinzioni più diffuse sul ruolo dell’arte: quella secondo cui la cultura avrebbe, per sua stessa natura, una funzione conciliatrice

L’arte non si limita a raccontare il proprio tempo: può diventare un terreno sul quale si misurano influenza, prestigio e identità nazionale. È questa la prospettiva da cui Enrico Mascelloni guarda alla scena artistica internazionale nel suo nuovo volume, Le belle armi. La geopolitica dell’arte contemporanea, pubblicato da Skira.

Musei, esposizioni e grandi manifestazioni culturali fanno ormai parte di un sistema nel quale le immagini circolano insieme a interessi economici e strategie di rappresentazione. Il libro parte da qui per mettere in discussione una delle convinzioni più diffuse sul ruolo dell’arte: quella secondo cui la cultura avrebbe, per sua stessa natura, una funzione conciliatrice. Mascelloni concentra invece l’attenzione sui rapporti di forza che attraversano il mondo dell’arte, soprattutto in una fase storica in cui le appartenenze nazionali tornano ad avere un peso rilevante.

La riflessione prende forma attraverso casi molto diversi tra loro. Tra gli approfondimenti compaiono la gestione del patrimonio e della produzione artistica nei territori dell’Isis, le controversie legate al ritorno del Padiglione Russia alla Biennale di Venezia del 2026 e il rapporto fra arte contemporanea e l’ambiente gravitante intorno a Jeffrey Epstein. Il risultato è una mappa nella quale cultura e politica finiscono per sovrapporsi, mostrando come le opere possano essere anche strumenti di narrazione e posizionamento.

Accanto a questi episodi, Mascelloni amplia l’indagine a 25 Paesi, ricostruendo specificità e trasformazioni delle rispettive scene artistiche. Religione, turismo, mercato, globalizzazione, violenza e conflitti internazionali diventano altrettanti punti di accesso per leggere un sistema culturale sempre meno separabile dalle dinamiche del presente.

Critico e curatore, Mascelloni ha costruito gran parte della propria ricerca viaggiando e studiando i rapporti tra produzione artistica, società e conflitti, con una particolare attenzione all’Asia e all’Africa.

Il volume sarà presentato il 2 ottobre alle 18.30 alla boutique Skira di Milano, in via Meravigli 18, con l’autore. A seguire è previsto un firmacopie.

Le belle armi. Geopolitica dell’arte contemporanea
di Enrico Mascelloni, 352 pp., 35 ill. b/w, Skira, Milano 2026, € 35

La copertina del volume

Redazione, 29 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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