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Nell’ambito degli eventi collaterali della 61ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, le due artiste saranno invitate a dialogare con le sale della Biblioteca Nazionale Marciana
- Alessia De Michelis
- 10 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Lara Favaretto, «Momentary Monument-The Library», 2012
Foto Matthew Septimus
Lara Favaretto e Monia Ben Hamouda per la prima mostra di Fondazione Bvlgari
Nell’ambito degli eventi collaterali della 61ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, le due artiste saranno invitate a dialogare con le sale della Biblioteca Nazionale Marciana
- Alessia De Michelis
- 10 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliNelle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana a Venezia, istituzione fondata a partire dalla donazione del cardinale Bessarione nel 1468 e progettata da Jacopo Sansovino, la conoscenza si manifesta come un organismo vivo: soggetto a trasformazioni, revisioni e persino all’oblio. È in questo contesto stratificato che si inseriscono gli interventi site specific di Lara Favaretto e Monia Ben Hamouda, chiamate a ridefinire la relazione tra memoria, linguaggio e trasmissione del sapere.
Nel Salone Sansovino, Favaretto presenta la settima e ultima iterazione di «Momentary Monument-The Library». Attraverso la collaborazione con biblioteche universitarie, istituti nazionali, accademie e collezioni private, l’artista ha raccolto centinaia di volumi poi sottoposti a un processo di selezione basato non sulla rarità ma sulla densità documentale. I testi sono esposti in una scaffalatura che invita alla consultazione e che funziona come dispositivo espositivo. A ciascun volume è associata un’immagine proveniente dall’archivio dell’artista, attivo dal 1995. Dal 9 maggio al 22 novembre la biblioteca si trasforma così in un sistema dinamico, che mette in tensione accesso e responsabilità, memoria e dispersione.
Ad aprire il percorso, nel Vestibolo, è invece «Fragments of Fire Worship» di Ben Hamouda: due sculture al neon composte da segni frammentari che evocano una scrittura divenuta gesto e traccia. Il neon richiama il fuoco come forza a metà tra rivelazione e distruzione, suggerendo un’idea di conoscenza instabile e in continua metamorfosi.
Il progetto, nell’ambito degli eventi collaterali della 61ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, segna la prima mostra promossa da Fondazione Bvlgari, partner esclusivo dell’edizione 2026. Nata nel 2024, la Fondazione consolida così il proprio impegno nel sostegno alla ricerca contemporanea e nel dialogo tra culture, linguaggi creativi e innovazione estetica. Lara Favaretto e Ben Hamouda, entrambe legate al MaXXI e al MaXXI Bvlgari Prize, incarnano in questo contesto due traiettorie generazionali capaci di interrogare criticamente le forme e i dispositivi della conoscenza.
Monia Ben Hamouda, «Theology of collapse (The Myth of Past)», 2024 al MaXXI di Roma. Courtesy dell’artista, Fondazione MaXXI, e ChertLüdde, Berlino. Foto Luis Do Rosario