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Monica Trigona
Leggi i suoi articoliDici Hôtel de Maisons e capisci perché il grande collezionismo internazionale preferisca una dimora settecentesca a qualsiasi asettico padiglione fieristico. Dal 20 al 25 ottobre, mentre Parigi si prepara ad accogliere la nuova edizione di Art Basel Paris, Design Miami Paris torna per il quarto anno a Faubourg Saint-Germain e trasforma le stanze, i giardini e gli spazi dell’antica residenza in una sorta di sismografo del gusto contemporaneo. La rassegna è anche il luogo in cui il design storico viene rimesso in circolo, accostato a opere contemporanee, sperimentazioni materiche e nuove forme del collezionismo. Oltre venti gallerie internazionali porteranno a Parigi pezzi rari, icone del Novecento e progetti inediti, costruendo una mappa del design da ammirare senza una gerarchia precisa tra passato e futuro. «La città ha accolto Design Miami come se fosse una realtà propria», racconta Jen Roberts, CEO di Design Miami, sottolineando come la manifestazione continui a trovare a Parigi un pubblico particolarmente attento e sofisticato. E l’Hôtel de Maisons, con la sua dimensione domestica e monumentale allo stesso tempo, sembra essere parte integrante di questa identità.
Design Miami Paris torna alle radici del modernismo con una serie di presentazioni dedicate ai protagonisti che hanno trasformato il rapporto tra architettura, arredamento e arti decorative nel corso del Novecento. Tra i nomi più importanti c’è quello di Le Corbusier, affiancato da Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand. La loro poltrona «Grand confort», nella sua versione di dimensioni ridotte e datata intorno al 1928, sarà tra i pezzi presentati da Laffanour | Galerie Downtown, in una selezione che comprende anche opere di Isamu Noguchi e della stessa Perriand. Il modernismo francese assume però forme ancora più sperimentali nella proposta di Galerie Maxime Flatry, che concentra l'attenzione sulla scena degli anni Trenta. Al centro della presentazione, un importante insieme di opere di Robert Mallet-Stevens, accostato a lavori di Pierre Chareau, Eileen Gray e Pierre Legrain. E poi ci sono i Lalanne. Galerie Mitterrand porterà in scena alcuni dei lavori più riconoscibili di Claude e François-Xavier Lalanne, tra cui una rara coppia di «Singes Attentifs» e una «Pomme de Londres» del 2007, esempi, tra i più interessanti, di quel particolare modo francese di fare design che non teme di sconfinare nella scultura, nella fantasia e persino nell'ironia.
Charlotte Perriand, Pierre Jeanneret, Le Corbusier, «Grand confort» armchair small model, ca. 1928. Courtesy of Laffanour Galerie | Downtown Paris a Design Miami Paris 2026. Courtesy of Laffanour Galerie | Downtown Paris
Se il Modernismo costituisce una delle colonne portanti della fiera, la materia è invece il filo conduttore di parecchie tra le proposte contemporanee. Galerie SCENE OUVERTE presenta «Around a Desk: A Contemporary Vision of Decorative Arts», una riflessione sul paesaggio dello spazio di lavoro affidata a una generazione di artisti e designer. Studio KRJST realizzerà un divano costruito intorno a un arazzo unico; Adélie Ducasse presenterà il suo primo progetto di lampada in vetro di Murano; Vincent Dubourg porterà un grande specchio in alluminio. Studio Lugo, alla sua prima collaborazione con la galleria, debutterà invece con una scrivania e una libreria in maillechort, una lega metallica dall'aspetto argenteo che conferisce agli arredi una presenza quasi architettonica. Questo rapporto tra oggetto e scultura definisce una parte importante dell’edizione 2026. Il mobile smette di essere soltanto funzionale per farsi spazio, superficie, materia da osservare. Anche Meubles et Lumières guarda al dialogo tra epoche, affiancando icone del design francese e italiano degli anni Cinquanta-Ottanta - da Pierre Guariche a Pierre Paulin fino a Gio Ponti - a figure meno conosciute e riscoperte. C'è però anche un'«onda scandinava» in fiera. Il design nordico arriva a Parigi nella sua versione più collezionistica, lontana dall'idea stereotipata di minimalismo. La galleria svedese Modernity debutta a Design Miami Paris con una selezione dedicata al design nordico del XX secolo. Tra i pezzi più preziosi, una rarissima poltrona wingback di Frits Henningsen, un cabinet Flora degli anni Trenta di Josef Frank e un esemplare unico di Otto Schulz del 1939, realizzato in legno impiallacciato di frassino e betulla e completato da dettagli in ottone. Anche il tessile diventa protagonista. Hostler Burrows presenta «September», il nuovo tappeto monumentale di Louise Hederström, realizzato in collaborazione con Kasthall a Kinna, in Svezia. Diverse texture e altezze del vello costruiscono un grande pattern quasi mimetico, ispirato ai cambiamenti di forma e colore di una foresta decidua. È un'idea di design nordico più organica e sensoriale, dove il rapporto con la natura passa anche attraverso la superficie, il tatto e la stratificazione dei materiali. La stessa attenzione emerge nel lavoro di Gjertrud Hals presentato da Galerie Maria Wettergren. La sua ricerca tessile sfugge alle categorie tradizionali e porta la fibra verso una dimensione quasi scultorea. A Parigi sarà presentata per la prima volta «Jade», opera appartenente alla stessa ricerca sviluppata dall'artista in occasione della Biennale di Venezia. Galerie Eric Philippe completa il percorso con una rara lampada da terra realizzata intorno al 1950 dal finlandese Paavo Tynell.
A sinistra: Studio Lugo, «Totem», 2026; a destra: Studio Lugo, «Scribe desk», 2026. Galerie SCENE OUVERTE a Design Miami Paris 2026. Courtesy of Galerie SCENE OUVERTE e Studio Lugo
Il gioiello d'artista emerge come uno dei territori più fertili del collezionismo contemporaneo, proprio perché mette in discussione il confine tra oggetto, scultura e ornamento. Il gioiello diventa una piccola architettura da indossare e a dimostrarlo sono le gallerie che espongono preziosi sofisticati, piccole opere d'arte che persino orpelli sarebbe riduttivo. Galerie MiniMasterpiece presenta una serie di collane in legno realizzate dall'artista argentino Luis Quesada tra gli anni Sessanta e Settanta, mai esposte prima in Francia. Tra le novità anche il primo gioiello realizzato dall'artista tedesco Franz Erhard Walther, insieme a opere di Katinka Bock, Pierre Charpin e Marion Vidal. Il tema trova la sua espressione più compiuta nella mostra «Shared Grounds: Intimate Monuments», presentata per la prima volta a Design Miami Paris dalla londinese Elisabetta Cipriani Gallery. Qui il rapporto tra corpo e scultura diventa esplicito. Le «Cosmic Jewelry» di Sheila Hicks traducono nel linguaggio del gioiello la fisicità dei suoi celebri lavori tessili, combinando fibre, perline, minerali e metalli preziosi. Ancora più significativa è «Liens d’Amour» di Sophia Vari, del 2023, ultimo collare realizzato dall'artista prima della sua scomparsa: ebano, corallo e oro compongono una struttura scultorea complessa, pensata per muoversi insieme al corpo. Design Miami Paris intercetta così una delle tendenze più interessanti del collezionismo attuale, ovvero la ricerca di opere che instaurano con il corpo e con chi le possiede un rapporto più intimo.
L'Italia arriva a Parigi con una selezione che mette in scena tanto la memoria quanto la capacità di reinventarla. NILUFAR, una delle realtà milanesi più importanti nel panorama internazionale del collectible design, porta insieme capolavori vintage e progetti contemporanei. Tra questi, «Table Lamp Spring Fountain 2» di Von Pelt Atelier, realizzata in Spagna nel 2025, rilegge in chiave contemporanea gli oggetti decorativi argentati che hanno popolato gli interni domestici spagnoli tra gli anni Cinquanta e Settanta. Galleria Rossella Colombari sceglie invece di ricostruire l'atmosfera della casa italiana, mettendo insieme opere di Angelo Lelii, Ico Parisi e altri maestri del design italiano. A rompere la compostezza del passato è ancora una volta la sperimentazione. La lampada-fontana di Von Pelt, con metallo argentato e vetro di Murano, sembra trasformare l'oggetto domestico in una piccola macchina scenografica (è il tipo di ironia che Design Miami sembra voler premiare).
Il progetto più ambizioso della manifestazione si sviluppa però fuori dalle sale. Design at Large porta sculture, architetture e opere di grande formato nel cortile, negli interni e nei giardini dell'Hôtel de Maisons, trasformando la stessa sede della fiera in un'esposizione. Tra i protagonisti, Galerie Patrick Seguin presenta la «Maison Démontable 6x6» del 1944 di Jean Prouvé, una delle espressioni più significative della sua ricerca sull'architettura industrializzata e sul potenziale sociale della costruzione prefabbricata. La struttura in legno e acciaio è una dichiarazione ancora sorprendentemente attuale sul rapporto tra design, produzione e abitare. Nel giardino, Maison Parisienne porta invece un monumentale progetto di Pierre Renart: una panca scultorea il cui schienale si sviluppa come un grande nastro e si trasforma in chaise longue. Una sola linea di legno genera due aree contrapposte, creando non soltanto una seduta ma uno spazio per incontrarsi, guardarsi e conversare. Dalla Polonia arriva «Korallion» di Cyryl Zakrzewski, presentato da Craftica Gallery. Realizzata in compensato di betulla, la panca si muove sul confine tra architettura e scultura e nasce in relazione diretta con l'ambiente esterno, con la luce, il clima e il passare del tempo. Al centro del giardino, Galerie Gastou affida invece a Irene Cattaneo una delle immagini più teatrali dell'intera manifestazione: «Effi Briest Swing Set», un'altalena monumentale in bronzo ispirata alla scena d'apertura del romanzo Effi Briest di Theodor Fontane. Un oggetto associato all'infanzia, alla leggerezza e al movimento viene trasformato in una presenza permanente e pesante. Il gioco diventa scultura mentre la libertà infantile si confronta con il peso delle strutture sociali. E ancora, «Isle Lounge» di Tokio., con la sua superficie continua e la caratteristica finitura Klein Blue, e «Halga» di Gianluca Pacchioni, una grande struttura in ferro arrugginito alta fino a tre metri presentata da Galerie Negropontes: un'opera che sembra crescere come una pianta metallica e che, con le sue ramificazioni, evoca il movimento dell'acqua e il rapporto dell'artista con la luce.
A completare la manifestazione c'è infine un programma che guarda esplicitamente al futuro. Per il secondo anno consecutivo, Design Miami e Apple collaborano a Designers of Tomorrow, iniziativa dedicata ai talenti emergenti. Il tema scelto per il 2026 è «Design for Presence»: un invito a riflettere sulla capacità del design di creare condizioni per rallentare, prestare attenzione, entrare in relazione con lo spazio e con gli altri. Quattro designer saranno selezionati da una giuria internazionale guidata dal curatore Rodman Primack e chiamati a integrare la tecnologia Apple nei propri processi creativi. I progetti finali saranno presentati durante Design Miami Paris in ottobre.
Luis Quesada, «Necklace #20», 1960s. MiniMasterpiece a Design Miami Paris 2026. Courtesy of MiniMasterpiece and Satsch Gallery
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