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Galerie Fabienne Fiacre – FAB Paris 2025

©Tanguy de Montesson

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Galerie Fabienne Fiacre – FAB Paris 2025

©Tanguy de Montesson

Fine Arts Paris, il collezionismo torna al Grand Palais

Cento gallerie internazionali, il futuro Musée du Grand Siècle, la nuova sezione New Horizons e un omaggio alla manifattura di Sèvres aprono la stagione autunnale dell’arte a Parigi

Dal 19 al 23 settembre il Grand Palais torna a essere il punto di riferimento della stagione autunnale dell’arte parigina con la quinta edizione di Fine Arts Paris, la fiera nata dall’esperienza di FAB Paris e organizzata dall’Agence d’Événements Culturels, la stessa squadra del Salon du Dessin. La nuova edizione, la prima sotto la presidenza di Xavier Eeckhout, riunisce un centinaio di gallerie internazionali specializzate in arte antica, moderna e contemporanea, mobili, arti decorative, antiquariato e gioielleria. La cifra della manifestazione resta la multidisciplinarità. Nel percorso convivono infatti specialisti degli Old Masters e dell’arte moderna, antiquari, gallerie di design, esperti di manoscritti e stampe, gioiellieri e operatori della contemporaneità. 

Tra i nomi storici della fiera, per citarne qualcuno, tornano Didier Aaron, riferimento per la pittura antica, Steinitz e Léage per il mobile francese del Settecento, Kevorkian per l’arte islamica e Jean-Christophe Charbonnier per l’arte e le armature giapponesi. Sul versante internazionale figurano Landau Fine Art, Rosenberg & Co. e Thomas Gibson Fine Art, mentre fra le nuove partecipazioni spiccano Bailly Gallery, d’Arschot & Cie e Larock-Granoff, galleria parigina fondata nel 1924 da Katia Granoff, una delle prime figure del mercato francese a sostenere Monet e Chagall. Una delle caratteristiche dell’edizione 2026 è la particolare attenzione alla scultura, presentata attraverso un arco cronologico che va dall’antichità alla produzione contemporanea. Galerie Chenel presenta una kore romana del I secolo a.C.-I secolo d.C.; Brimo de Laroussilhe una testa lignea di Cristo del XII secolo; Didier Aaron & Cie una Madonna con Bambino in terracotta della metà del Seicento; Galerie Steinitz un busto in terracotta di Augustin Pajou. Nel percorso compaiono anche Houdon, Rembrandt Bugatti, Pompon, Henry Moore, Tony Cragg ed Eva Jospin

Augustin Pajou, «Busto in Terracotta di Maria Louise Albertine Martin», 1777, Parigi, collezione Veil-Picart. © Galerie Steinitz, Paris

Koré romana, tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., Wabern, collezione Sylvia Legrain-Gerschwyler. © Galerie Chenel, Paris

Il principale appuntamento istituzionale della fiera è la presentazione del Musée du Grand Siècle, che aprirà nel 2028 nello storico Domaine de Saint-Cloud. Il progetto è dedicato al Seicento francese nella sua accezione più ampia, dal regno di Enrico IV alla Reggenza, e nasce con l’ambizione di essere un museo di civiltà e non esclusivamente di belle arti. La futura istituzione presenterà pittura e scultura accanto a mobili, oggetti preziosi e d’uso quotidiano, documentando non soltanto la cultura della corte ma la società del XVII secolo nel suo insieme. A Fine Arts Paris si può ammirare una selezione di quaranta opere. Il nucleo della collezione proviene dalla donazione di Pierre Rosenberg, storico dell’arte, membro dell’Académie française e già direttore del Louvre. Fra i lavori presentati figurano un medaglione marmoreo con il ritratto di Luigi XIV, un dipinto di Jean-Baptiste de Champaigne e un secrétaire attribuito ad Alexandre-Jean Oppenordt, esempio dell’alto livello raggiunto dalle arti decorative francesi.

La dimensione contemporanea della fiera trova invece una delle sue espressioni più interessanti nella collaborazione fra Fabienne Verdier e la Manufacture de Sèvres, sostenuta da AXA, nuovo Official Partner di Fine Arts Paris. L’artista ha lavorato per oltre un anno con la manifattura, fondata nel 1740 sotto il patronato di Luigi XV, realizzando più di cento pezzi in porcellana. Piatti e vasi Diane diventano il supporto per il suo segno pittorico e per una nuova interpretazione del celebre bleu de Sèvres. Un altro elemento di novità è New Horizons, sezione dedicata a undici mercanti alla prima esperienza in una fiera internazionale o all’inizio della propria attività. La selezione comprende specializzazioni molto diverse: dalle porcellane cinesi da esportazione di Galerie Drake ai tessuti e costumi antichi di Villa Rosemaine, dalla gioielleria di AEON ai mobili del Novecento di Haesaerts-le Grelle, fino all’arte del dopoguerra e contemporanea di Galerie Ingert. La fiera conferma la centralità della gioielleria: sette espositori presenteranno una selezione incentrata sulle gemme colorate, tra cui Isabelle Langlois, Bernard Bouisset e Frédérique Mattei. Il rapporto con il design e con l’interior decoration è affidato quest’anno a Charles Zana che interviene sulla monumentalità del Grand Palais senza trasformarla in un elemento dominante. «Una città effimera, composta da tre villaggi collegati da sentieri e punteggiata da piazze. L’idea è quella di offrire ai visitatori un’esperienza quasi urbana, in cui le opere vengono scoperte lungo il percorso, come se si vagasse per un quartiere», ha dichiarato l’architetto e interior designer. Il risultato è una manifestazione che mantiene una forte impronta antiquariale ma amplia il proprio campo d’azione verso il moderno e il contemporaneo. 

Monica Trigona, 14 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Monica Trigona

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