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Gioia Meli
Leggi i suoi articoli«Stringimi?!», la mostra dedicata all’artista bresciana, accolta dal 13 dicembre al 28 febbraio 2027 negli spazi della Fondazione Paolo e Carolina Zani a Cellatica (Bs). Ideata e coordinata da Massimiliano Capella, con una lettura critica firmata da Martina Corgnati, la rassegna riunisce 28 sculture realizzate tra il 2002 e il 2020. Al centro del percorso si staglia la figura del corsetto, elemento strutturale per eccellenza della storia del costume, che nelle mani dell’artista perde la propria connaturata flessibilità tessile per incarnarsi nella solidità della materia lapidea, vitrea e ceramica.
L’indagine di Serra su questo soggetto prende avvio al volgere del millennio con «Femminilità 2000», opera in marmo di Carrara concepita per una mostra antologica e successivamente acquisita dallo storico marchio di lingerie La Perla. Tale passaggio segna l’innesco di una riflessione, punto di partenza anche della mostra, in cui l’involucro sartoriale assume la fermezza del monumento mentre perde l’organicità del tessuto. Come osservava Gillo Dorfles, l’operazione di Serra risiede nel «piegare il marmo fino a trasformarlo in “biancheria intima”», laddove l’elemento intimo si trasforma in una corazza solida.
In mostra, il percorso espositivo si snoda attraverso una vasta gamma di materia. Alla purezza del marmo bianco di Carrara si affianca la carnagione minerale del marmo del Portogallo, le cui venature cromatiche tra il rosa pallido e il cipria richiamano direttamente la palette dell’epidermide, per giungere al rigore tettonico del marmo nero del Belgio. La ricerca si estende poi alle possibilità plastiche della ceramica di Grottole e alla tradizione del cristallo di Murano, declinato in lavorazioni filigranate, varianti rubino e impreziosito da dettagli in oro zecchino. La scultura di Serra, nutrita da una formazione architettonica maturata al Politecnico di Milano e all’Accademia di Belle Arti di Carrara, opera una inversione di forze. Apprendendo la lezione della materia (ereditata anche dalle matrici rupestri di Matera, terra d’origine della sua famiglia) l’artista svuota il corsetto della sua funzione di contenuto per fare del vuoto il vero protagonista plastico; l’assenza dell’anatomia accentua la forma dell’abito. Secondo l’analisi di Martina Corgnati il corpo tace, permettendo all’involucro di manifestarsi come epifania di un’impronta.
A questa indagine sulla pelle minerale si aggiunge l’elemento costruttivo del ferro. A partire dal 2002, Serra introduce una sottogonna metallica, strutturata attraverso semicerchi sovrapposti e stecche verticali. L’impianto visivo richiama la gabbia o la crinolina ottocentesca, mentre l’apertura posteriore e i vuoti convertono la barriera in uno spazio permeabile che invita l'osservatore a varcare la soglia e introdursi nella libertà spaziale. Questa intersezione tra l’oggetto del desiderio, la funzionalità dell’accessorio o del capo d’abbigliamento e l’impenetrabilità dei materiali nobili trova peraltro un’intensa anche nella moda contemporanea. Marchi come Coperni, che ha tradotto la sua «Swipe Bag» in sculture traslucide realizzate in vetro soffiato a mano o ricavate direttamente da blocchi di meteorite e marmo. Oppure alle recenti esplorazioni di maison che trasformano la pelle delle borse in gusci rigidi di pietra minerale, porcellana e cristallo.
Particolarmente calzante risulta l’innesco tra la produzione contemporanea dell’artista e la collezione permanente della Casa Museo Zani. All’interno del guardaroba della dimora, l’opera in maiolica «Il Corsetto per Cleopatra» (2008) trova collocazione tra le ante di un paravento cinese laccato della metà del XVII secolo. Traendo ispirazione dalla tela di Carlo Maratta «Cleopatra che scioglie la perla», conservata a Palazzo Venezia a Roma, la scultura attiva una visione integra in cui la storia della pittura barocca, il collezionismo d’arte decorativa e la scultura d’avanguardia si fondono in un’unica riflessione sulla rappresentazione del potere e della seduzione femminile.
La mostra si aggiunge all’itinerario che ha visto Serra esporre in istituzioni internazionali, dalla Sculptors Guild e l'Italian American Museum di New York fino a contesti legati al progetto come la Camera Nazionale della Moda Italiana.
Gioia Meli
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