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Courtesy Photo Prada

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Courtesy Photo Prada

La grafite come nuovo fatto tessile: l’analogico di Prada contro l’iper-digitale

La maison milanese affida la campagna Holiday 2026 alla tecnica dell’animazione su carta. Una convergenza tra fotografia editoriale e disegno d’autore che trasforma il processo grafico in un mezzo di riconoscimento dell’artigianalità

Con la campagna intitolata «Drawing Prada-Animated by Hand», la maison diretta da Miuccia Prada e Raf Simons, sotto la direzione artistica di Ferdinando Verderi, opera un ormai quasi nuovo procedimento linguistico. La casa di moda ha impostato un’intersezione mediale in cui la fotografia di moda incontra l’animazione bidimensionale d’impronta analogica.

Nello spot emerge l’intento di fondare un’impalcatura comunicativa sul tratto a grafite in un panorama attuale dominato dall’utilizzo intensivo dell’Intelligenza Artificiale. L’operazione fonde due codici visivi distinti: lo scatto dal vivo, affidato al rigore compositivo di Glen Luchford, e l’illustrazione sequenziale a mano libera, coordinata da John Pomeroy. Quest’ultimo rappresenta una figura storica nell’animazione internazionale; formato all’interno degli studi Disney coordinatore di classici quali «Pocahontas» e «Atlantis». Pomeroy ha guidato un team d’eccezione (comprendente veterani del disegno su carta come i fratelli Tom e Tony Bancroft) nella realizzazione dei fotogrammi animati. I giovani interpreti scelti come volti del brand (Sadie Sink, Maya Hawke, Chen Haoyu, Luther Ford e Kelvin Harrison Jr.) si trovano immaginati all’interno di sfondi e prospettive in cui la luce della ripresa reale è calibrata  e gioca con l’opacità granulosa del foglio di carta.

L’animazione, oltre a ornamento grafico ed elemento nostalgico, viene elevata a mezzo metalinguistico. Gli animali fantastici che popolano le scene interagiscono direttamente con la materia fisica della collezione, creando un’illusione grafica in dialogo con il rigore formale degli abiti. Le scelte di styling riflettono la doppia anima della sartorialità festiva del brand. Da un lato la tensione verso una sofisticata eleganza serale, dall’altro la rilettura intellettuale del guardaroba invernale e quotidiano. 

In questo scenario, lo slip dress in seta rosso vivace indossato da Maya Hawke, caratterizzato da una silhouette fluida e minimalista, viene accostato a un cappello con motivo animalier, creando un contrappunto visivo tra l’essenzialità del taglio e la texture grafica dell’accessorio. Sul versante opposto, il look di Luther Ford incarna una compostezza casual ma strutturata. I pantaloni dalla linea pulita si abbinano a un maglione in maglia a righe multicolor dai toni caldi, avvolto da una sciarpa coordinata, berretto in lana e scarpe stringate classiche in pelle lucida, a testimonianza della precisione geometrica che contraddistingue la maglieria Prada. I dettagli di pelletteria e calzature diventano il fulcro dell’azione drammaturgica dei disegni animati. I mocassini col tacco e triangolo smaltato indossati da Sadie Sink diventano oggetto delle attenzioni dispettose dei piccoli topolini illustrati, che ne tentano il furto simulando una tensione feticistica verso l’oggetto manifatturiero.

 La sovrapposizione tra la figura umana tridimensionale e la linea grafica, tracciata a matita, crea un contrasto visivo, evidenziando la costruzione dell’immagine. La grafite mostra il proprio peso, la fragilità della sbavatura e il ritmo del tratteggio, ponendosi in aperta antitesi con la levigatura dei render digitali. Attraverso questo anacronismo calcolato, Prada attua una trasposizione dove la matita diventa l’equivalente concettuale del punto a mano o della cucitura sartoriale.  Il recupero di questa tecnica di disegno sul piano della forza lavoro si trasforma in un indicatore di status culturale, che ormai con i costi elevati della mano d’opera pochi si possono permettere nel settore in crisi del fashion. Il valore del marchio non risiede soltanto nel prodotto finito, ma nella capacità di sovvenzionare e mostrare il processo umano che ne determina la fattura.

«Drawing Prada» si configura come un’operazione d’archivio e di ricerca. Al tempo stesso dimostra come il disegno d’autore possa riappropriarsi del discorso contemporaneo sulla moda, restituendo all’immagine il valore delle epoche e del lavoro manuale.

Gioia Meli, 30 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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