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Alberto Camogli
Leggi i suoi articoliNel cuore del West Kowloon Cultural District di Hong Kong, l'M+ traccia le linee guida del proprio palinsesto per il 2027, affiancando a un'articolata stagione espositiva l'avvio di una piattaforma per la formazione dirigenziale nel settore delle arti visive. L'autunno 2026 segna infatti il debutto della M+ Academy, un programma professionale pensato per strutturare le competenze dei dirigenti culturali nell'area asiatica. Suddiviso in percorsi per manager affermati o mid-career, oltre che in moduli creati su misura per singole istituzioni, l'itinerario formativo intende rispondere alla crescita dell'ecosistema museale regionale attingendo dall'esperienza dei quadri direttivi di M+ e di altri esperti internazionali.
Parallelamente, il calendario delle mostre temporanee per il 2027 consolida l'identità ibrida del museo, radicato nel suo contesto e al tempo stesso aperto a fare rete a livello internazionale. Tra gli appuntamenti principali figura Hong Kong: Here and Beyond 2027, che da marzo ripensa l'identità visiva e le contraddizioni socio-culturali della città dagli anni Settanta a oggi attraverso la produzione di oltre cinquanta tra artisti, architetti e registi. A giugno, la galleria ovest accoglie Landmarks: Architecture in Asia for the 21st Century, prima panoramica ad ampio raggio focalizzata sull'architettura asiatica del nuovo millennio tramite cinquanta progetti realizzati in diciassette paesi. Il mese di settembre vede invece l'inaugurazione di Do Ho Suh: Belonging, prima retrospettiva istituzionale nella Greater China dedicata all'artista sudcoreano. Organizzata in collaborazione con il National Museum of Modern and Contemporary Art della Corea, la rassegna ne ripercorre i trent'anni di carriera mettendo al centro le iconiche architetture in tessuto in scala reale, legate alle sue esperienze di radicamento e diaspora tra Seoul, New York e Londra.
Junya Ishigami, Associates Mizuniwa
M+ Facade
La programmazione espone inoltre installazioni site-specific e percorsi monografici. Dalla ricerca sonora di Tarek Atoui alla monografia sull'architetto cingalese Geoffrey Bawa, fino all'intricata struttura Centrifuge di Sarah Sze e al nuovo capitolo digitale dell'avatar DOKU creato da LuYang. Lo spazio della Collezione Sigg torna a esporre l'evoluzione dell'arte contemporanea cinese con la selezione City Lives, focalizzata sul passaggio dalle rappresentazioni collettive e dal realismo socialista alle sperimentazioni individuali dal 1970 al 2010. In autunno si terrà anche la mostra della quarta edizione del Sigg Prize, con sei artisti finalisti dell'area della Greater China e della diaspora.
Un ruolo centrale continua a essere svolto dall'immagine in movimento e dai progetti per la facciata a LED dell'edificio. Nel corso del 2027 la M+ Facade proietterà commissioni inedite firmate da Sarah Sze, dal regista di Hong Kong Fruit Chan - incentrata sui giovani allievi dell'Opera cantonese - e dall'artista greco Theo Triantafyllidis, che con Funny Weather trasforma i dati atmosferici in tempo reale in una simulazione poetica sui cambiamenti climatici. La partnership con il Centre Pompidou porterà inoltre una selezione di quindici opere commissionate per la facciata dell'M+ all'interno del nuovo spazio del museo francese a Massy, il Centre Pompidou Francilien.
Sul fronte della conservazione e della circolazione internazionale, il progetto M+ Restored rilancia le sue attività dopo aver restaurato nove pellicole della Hong Kong New Wave e portato opere di Ann Hui e Allen Fong ai festival di Venezia e New York. Il 2027 vedrà il lancio di un nuovo ciclo di restauri focalizzato su sei pellicole asiatiche dirette da coppie creative che hanno segnato il linguaggio cinematografico regionale. Prosegue infine la tournée mondiale dell'Asian Avant-Garde Film Collection e della grande monografia sull'artista sudcoreana Lee Bul, destinata ad approdare al Museum of Contemporary Art di Anversa e alla National Gallery del Canada.
Alberto Camogli
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