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Reliquiario della Farfalla, XIV secolo. Ratisbona, Diözesanmuseum

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Reliquiario della Farfalla, XIV secolo. Ratisbona, Diözesanmuseum

La percezione degli oggetti medievali

Indagandone retorica e messa in scena, Herbert L. Kessler restituisce ai manufatti di alta epoca la forza persuasiva che all’osservatore attuale altrimenti sfuggirebbe

Virtus Zallot

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Art in progress, performance e site specific sono definizioni usuali nell’arte contemporanea che qualcuno si stupirà di poter applicare al Medioevo come dimostra invece questo volume, revisione e traduzione di un’edizione uscita nel 2004. Il titolo ne anticipa l’intento programmatico e l’esito: indagare l’esperienza medievale dell’arte ricostruendo le modalità di fruizione di un variegato repertorio di oggetti: oggetti, appunto, poiché la concezione medievale includeva nell’arte anche manufatti di uso quotidiano esteticamente validi.

Per questo, accanto a dipinti e sculture, nel ricco inserto fotografico che accompagna il testo compaiono pagine illustrate, arredi e suppellettili liturgiche, un ciondolo, una scacchiera, la custodia di uno specchio, un acquamanile, un mantello, un ventaglio. Ciascuno era concepito come congegno interattivo e installazione: non solo visto ma vissuto. Attraverso la partecipazione fisica ed emotiva avviava un processo anagogico, interpretativo, di elevazione spirituale, contribuendo a consolidare la conoscenza dei valori cristiani e introducendo ai misteri della fede.

Itinerario sapientemente progettato, la transizione dal materico al trascendente era sollecitata e guidata da materiali, forme, parole, relazioni tipologiche, rimandi sensoriali e concettuali, percorsi e luci. Gli stessi materiali erano portatori di senso e, indipendentemente dalla lavorazione e configurazione, fungevano da citazione e simbolo. Indagandone retorica e messa in scena, Herbert L. Kessler restituisce dunque alle opere la forza persuasiva che all’osservatore contemporaneo altrimenti sfugge, evidenziando meccanismi di funzionamento non dissimili da quelli dell’odierna comunicazione visiva. Organizzato per capitoli i cui titoli incuriosiscono tanto quanto le immagini, il testo è denso e intenso, ma di gradevole lettura, utile a studiosi e curatori (che Kessler invita a rinnovate modalità espositive), ma anche ai curiosi, poiché a tutti l’avventura medievale dell’arte può insegnare una più consapevole esperienza dell’arte medievale.

L’esperienza medievale dell’arte. Gli oggetti e i sensi,
di Herbert L. Kessler, traduzione di Fabrizio Lollini e Giacomo Confortin, 336 pp., ill. col., Officina Libraria, Roma 2023, € 35

La copertina del volume

Reliquiario della Farfalla, XIV secolo. Ratisbona, Diözesanmuseum

Virtus Zallot, 27 marzo 2024 | © Riproduzione riservata

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