Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliIl 22 giugno 1986, sul terreno dello stadio Azteca di Città del Messico, si consumava una delle pagine più memorabili e controverse della storia dello sport. In un clima ancora carico delle tensioni geopolitiche seguite alla guerra delle Falkland tra Argentina e Regno Unito, Diego Armando Maradona firmò il quarto di finale dei Mondiali con due gesti opposti e leggendari: prima la deviazione di pugno anticipando il portiere inglese Peter Shilton - ribattezzata dallo stesso attaccante come un intervento guidato «un po' dalla testa di Maradona e un po' dalla mano di Dio» - e, quattro minuti più tardi, una serpentina inarrestabile partendo da metà campo, incoronata poi dalla FIFA come il «Gol del Secolo».
Quel pallone Adidas Azteca, testimone muto dei due gol segnati dal fuoriclasse argentino alla selezione britannica, il 24 agosto è stato battuto all'asta in Texas dalla casa d'aste Heritage Auctions per 3,35 milioni di dollari. L'aggiudicazione ha sorpreso gli addetti ai lavori per essersi fermata a una cifra nettamente inferiore rispetto alle stime della vigilia, che prefiguravano un incasso potenziale di 10 milioni di dollari. L'oggetto, custodito per ben 36 anni dall'arbitro tunisino dell'incontro Ali Ben Nasser (il quale ha sempre dichiarato di non aver potuto scorgere l'infrazione poiché coperto dalla sagoma dei giocatori), aveva vissuto un travagliato percorso di tentate vendite a partire dal 2022, compreso un clamoroso invenduto da Goldin all'inizio del 2023.
L'autenticità del cimelio è stata confermata attraverso un rigoroso processo di analisi fotografica condotto dagli esperti di Heritage Auctions. Mettendo a confronto i segni superficiali, le imperfezioni e i dettagli distintivi del cuoio con gli scatti storici dell'incontro messicano e con altri esemplari utilizzati durante il torneo, la perizia ha certificato che la sfera battuta in asta è esattamente quella finita in rete in entrambe le occasioni.
Nonostante l'eccezionalità del reperto, l'aggiudicazione finale non è all'altezza di altri cimeli analoghi passati in asta. La maglia indossata da Maradona nella medesima sfida contro l'Inghilterra, per esempio, era stata infatti battuta da Sotheby's nel 2022 per 9,3 milioni di dollari. Non è poi così distante, però, il record di «pallone» più costoso, con il primato detenuto dalla palla del cinquantesimo fuoricampo realizzato nel 2024 dal battitore di baseball Shohei Ohtani, aggiudicato per 4,39 milioni di dollari comprensivi di diritti d'asta.
Una discrepanza tra valore simbolico ed economico, alla luce di aggiudicazioni analoghe, in ogni caso rimane. Che la ragione sia da rintracciare proprio nell'oggetto palla? Proprio questo luglio, Sotheby’s ha ritirato all’ultimo minuto il pallone da basket da 2,5 milioni di dollari simbolo del titolo NBA dei New York Knicks, che avrebbe voluto vendere all'asta. Ufficialmente, per lasciarlo alla «proprietà del club come un simbolo indelebile della nostra storia». Che forse sia difficile stabilire che sia proprio quello - in generale - il pallone utilizzato durante la partita? Quanti palloni, del resto, si impiegano in una partita? Risulta forzato eleggerne uno come simbolo? Questioni su cui il collezionismo consciamente o inconsciamente si sta forse interrogando.
Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
La multinazionale britannica acquista il marchio ideato da Elizabeth Dee e Matthew Higgs. L'operazione, completata nel 2025, garantisce l'autonomia curatoriale del progetto
Merito della galleria Raffaella Cortese, che presenta l'artista nel suo stand ad Art Basel Paris 2026 e prende parte anche al public program diffuso in città
La Fondazione Bevilacqua La Masa presenta la mostra di Eric Pasino, Chiara Peruch e Jacopo Zambello. Nella Sala del Camino un allestimento denso e disorientante mette in dialogo corpi, narrazioni ed estinzioni dell'immagine.
Progetti installativi, premi internazionali e istituzioni coinvolte nella quarta edizione della fiera, insieme ai dettagli sul percorso espositivo, dai grandi maestri fino alle nuove generazioni



