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Lavinia Trivulzio
Leggi i suoi articoliPuò esistere un dialogo tra artisti che non si traduca né in una collaborazione, né in un omaggio, né in un confronto generazionale? È la domanda da cui prende forma Enzo Cucchi vs CANEMORTO / CANEMORTO vs Enzo Cucchi, il progetto che la Galleria Poggiali presenta a Firenze dal 26 settembre 2026 al 27 febbraio 2027.
L'operazione riunisce due esperienze apparentemente lontane. Da una parte Enzo Cucchi, protagonista della Transavanguardia e figura centrale della pittura europea degli ultimi cinquant'anni. Dall'altra CANEMORTO, collettivo anonimo nato nel 2007, autore di una ricerca costruita sull'identità collettiva, sulla narrazione e sulla contaminazione tra linguaggi. L'aspetto più interessante della mostra risiede però nel metodo. Il progetto nasce infatti da un lungo processo di lavoro sviluppato tra la fine del 2025 e l'estate del 2026, alternando incontri alla Litografia Bulla di Roma, luogo dove i due si erano conosciuti nel 2022, sessioni nello studio di Cucchi a Morro d'Alba e un continuo scambio di immagini, disegni e idee. Ogni opera è stata realizzata autonomamente, ma in costante relazione con quella dell'altro, secondo un meccanismo di risposta, rilancio e trasformazione che attraversa l'intero corpus espositivo.
Il disegno costituisce il punto di partenza di questo confronto. Non come fase preparatoria della pittura, ma come linguaggio autonomo e spazio nel quale il processo creativo si manifesta nella sua forma più diretta. Per Cucchi il disegno rappresenta da sempre il nucleo originario della propria ricerca; per CANEMORTO è uno strumento aperto, istintivo e collettivo, capace di attraversare media differenti. È qui che emergono tanto le affinità quanto le differenze, senza che nessuna delle due esperienze venga ricondotta all'altra. La mostra evita volutamente la forma della doppia personale tradizionale. Il progetto si divide infatti nei due spazi della Galleria Poggiali, trasformando l'allestimento in parte integrante della riflessione.
Nella sede di via della Scala è CANEMORTO a costruire il percorso, scegliendo opere, ritmo e dispositivi espositivi. In via Benedetta il medesimo confronto viene reinterpretato da Enzo Cucchi, che organizza autonomamente il proprio racconto. Non esiste dunque una mostra principale e una secondaria, né una lettura privilegiata. Le due esposizioni funzionano come interpretazioni parallele dello stesso processo creativo e obbligano il visitatore a confrontarsi con due differenti costruzioni dello spazio e dell'immagine. Accanto ai disegni trovano posto nuove opere pittoriche realizzate appositamente per l'occasione. CANEMORTO presenta lavori su tela e su legno, mentre Cucchi espone una serie di dipinti inediti, alcuni di grande formato, concepiti specificamente per questo progetto.
Anche la pubblicazione evita il formato tradizionale del catalogo. Il progetto editoriale prende la forma di uno striscione lungo sei metri, realizzato a quattro mani da Enzo Cucchi e CANEMORTO insieme ai due autori dei saggi, Antonio Grulli e Alessandro Cucchi. Immagini, testi e interventi critici vengono così integrati all'interno dello stesso dispositivo, estendendo il dialogo tra gli artisti anche alla scrittura. La mostra assume particolare interesse perché mette in relazione due differenti concezioni dell'autorialità. Da un lato una figura la cui identità coincide con una delle stagioni decisive dell'arte italiana del secondo Novecento; dall'altro un collettivo che ha costruito la propria ricerca sull'anonimato, sulla produzione condivisa e sulla costruzione di una narrazione fittizia popolata dai tre alter ego mascherati che caratterizzano il progetto CANEMORTO. Più che un confronto tra linguaggi, Enzo Cucchi vs CANEMORTO / CANEMORTO vs Enzo Cucchi propone un confronto tra modalità di pensare l'opera, il processo creativo e la figura dell'artista. Senza cercare sintesi o mediazioni, la mostra costruisce uno spazio nel quale due pratiche autonome accettano di misurarsi reciprocamente, lasciando che sia il lavoro, e non il principio generazionale o storico, a determinare le condizioni del dialogo.
CANEMORTO_GOGOETARI, olio e inchiostro calcografico su tela
Lavinia Trivulzio
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