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Progetto «La cultura come cura» di Humanitas Gavazzeni e Accademia Carrara

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Progetto «La cultura come cura» di Humanitas Gavazzeni e Accademia Carrara

La cultura come cura: dalle evidenze scientifiche alle imprese che investono nel benessere

Il 2 luglio alle 15.30 presso il Meet Digital Culture Center di Milano avrà luogo il forum «Wellbeing in arts. Le Arti e la Cultura per la Salute e il Ben-essere delle Persone: il ruolo delle Imprese», realizzato di concerto con il Premio Cultura + Impresa 2025-2026 (alla sua 13ma edizione), che vede nove progetti premiati

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Ciò che fino a pochi anni fa era una percezione individuale, una consapevolezza acquisita da ognuno «sul campo», e cioè che la pratica della cultura e delle arti inducesse benessere psico-fisico in chi ne faceva esperienza, è oggi confermato da un gran numero di studi scientifici. La partecipazione culturale favorisce, certo, la crescita, la «fioritura» umana, ma cura anche delle patologie. Il report dell’Oms-Organizzazione Mondiale della Sanità, «What is the evidence of the role of the arts in improving health and well-being?» (reso disponibile in italiano da Ccw-Cultural Welfare Center, presieduto da Catterina Seia) lo provava già nel 2019, sulla base della più grande review mai realizzata al riguardo (900 paper, da 3mila studi), e tale consapevolezza ha moltiplicato le pratiche di attività artistiche multidisciplinari in ospedali e luoghi di cura, le esperienze in musei e luoghi di arti performative per le persone con Alzheimer e per chi se ne prende cura, e la diffusione di progetti artistici in scuole, carceri e comunità svantaggiate. Tanto che anche in Italia, come già nei Paesi anglosassoni, grazie al Protocollo d’intesa tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute, è stata introdotta la «prescrizione sociale», che prevede l’integrazione nei percorsi di cura di esperienze sociali, sportive, naturali e culturali (spettacoli teatrali, attività nei musei e nei parchi archeologici, canto corale, lettura, danza), con risultati più che positivi, suffragati dalla riduzione del 37% dei tassi di consultazione dei medici di base e del 27% di accessi al pronto soccorso, nei Paesi in cui è in uso, fra chi ne usufruisce: uno studio dell’University College of London evidenzia infatti che in Gran Bretagna ogni sterlina investita nelle «arti in prescrizione» genera un ritorno dalle 4 alle 11 sterline.

In Italia, spiegano i promotori dell’iniziativa, «l’economista della cultura Pierluigi Sacco, direttore del nuovo centro Bach (Biobehavioral Arts and Culture for Health, Sustainability and Social Cohesion) dell’Università di Chieti-Pescara, ha recentemente presentato a Cittadellarte di Michelangelo Pistoletto i primi esiti del protocollo internazionale Pre-Texts, sviluppato con Harvard University. Il metodo utilizza la lettura condivisa e la rielaborazione creativa dei testi per rafforzare la resilienza delle persone, a partire dagli adolescenti, con ricadute positive su apprendimento, memoria, flessibilità cognitiva e regolazione delle emozioni. Le prime osservazioni indicano una riduzione di ansia e stress nei partecipanti; in parallelo, l’analisi di alcuni marcatori biologici mostra variazioni compatibili con una minore attivazione delle risposte fisiologiche allo stress e con cambiamenti nei processi immunitari e metabolici». Allo stesso modo, l’Unità di Medical Humanities dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Ss. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria ha promosso lo studio randomizzato «Verba Curant», coordinato da Enzo Grossi, advisor scientifico di Fondazione Bracco e direttore scientifico di Villa Santa Maria, che ha coinvolto 175 professionisti sanitari e che ha «evidenziato come laboratori pratici di storytelling possano contribuire in modo significativo al benessere psicologico e all’empatia degli operatori, con ricadute positive anche sul contrasto al burnout».

Progetto «Brera in Humanitas» della Pinacoteca di Brera e dell’Irccs Istituto Clinico Humanitas di Rozzano

Queste le basi su cui si fonda il forum «Wellbeing in arts. Le Arti e la Cultura per la Salute e il Ben-essere delle Persone: il ruolo delle Imprese», in programma il 2 luglio alle 15.30 presso il Meet Digital Culture Center di Milano, realizzato di concerto con il Premio Cultura + Impresa 2025-2026 (alla sua 13ma edizione), che vede nove progetti premiati, presentati al mattino. Obiettivo: riflettere sul tema del «riconoscimento delle arti come risorsa per la salute, l’evoluzione delle pratiche di welfare culturale, il rapporto tra cultura e corporate welfare, il ruolo delle imprese nella promozione del benessere in azienda, le esperienze di bellezza e arte nei luoghi di cura, le prospettive future di integrazione tra creatività, salute e sviluppo organizzativo». Fra i relatori Andrea Cancellato, presidente Federculture; Claudio Garosci, Assolombarda; Maria Grazia Mattei, presidente Meet Digital Culture Center; Francesco Moneta, presidente Comitato Cultura + Impresa; Catterina Seia, presidente Ccw (co-promotore del Forum); Enzo Grossi, advisor scientifico di Fondazione Bracco, partner del forum come Weber Shandwick, qui presente con Francesca Baldini, e altre figure di primo piano del settore, come Massimo Ceriotti, Fondazione Soliditas; Serena Tosa, Tosa Group; Pierluigi Vaccaneo, Fondazione Cesare Pavese; Angelo Crespi, Pinacoteca di Brera e Biblioteca Braidense; Walter Bruno, Humanitas Group; Paolo Naldini, Cittadellarte Fondazione Pistoletto Onlus, dove è appena stato lanciato il progetto «Terme Culturali a Cittadellarte».

Vincitori dei tre Primi premi di categoria sono: per le Sponsorizzazioni e Partnership Culturali, Incinema Outside, Friuli-Venezia Giulia, festival cinematografico fruibile anche da persone cieche o ipovedenti, sorde o ipoudenti, oltreché da famiglie e anziani; per Produzioni Culturali d’Impresa, Maugeri in arte, Lombardia, progetto pensato per umanizzare i luoghi di cura e, per Art Bonus d’Impresa, Museo tra le mura, Emilia-Romagna, progetto di museo diffuso realizzato dal Comune di Reggiolo con varie imprese della zona. A loro vanno le tre fotografie digitali su plexiglass e la frase «Quando l’impresa incontra l’arte» realizzate appositamente dall’artista e fotografa Monica Silva. Molte anche le Menzioni speciali.

Progetto «Open» della Fondazione Teatro Grande di Brescia sostenuto da EssilorLuxottica

Ada Masoero, 02 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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