Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Robert Rauschenberg, «Rasputin’s Revenge Early Winter Glut», 1987

© Robert Rauschenberg Foundation. Foto Ron Amstutz

Image

Robert Rauschenberg, «Rasputin’s Revenge Early Winter Glut», 1987

© Robert Rauschenberg Foundation. Foto Ron Amstutz

La Robert Rauschenberg Foundation dona tre opere alla collezione britannica itinerante Artist Rooms

Tre lavori dell’artista americano dalla serie «Gluts entrano a far parte del progetto gestito congiuntamente dalla Tate di Londra e dalle National Galleries Scotland

Cecilia Paccagnella

Leggi i suoi articoli

Grazie al lavoro congiunto della Tate di Londra e delle National Galleries Scotland, dal 2008 nel Regno Unito esiste una collezione itinerante di arte moderna e contemporanea internazionale. Il primo nucleo di opere apparteneva al collezionista Georges Anthony d’Offay e, in quasi vent’anni, è passato da mille esemplari a più di 1.500.

Da Carl Andre a Francesca Woodman, passando per Anselm Kiefer e Mario Merz, la collezione vanta ad oggi 211 mostre in 95 musei e gallerie del Paese e continua a vivere grazie al supporto del Governo scozzese e britannico, del National Heritage Memorial Fund e dell’Art Fund, ma anche di enti come la Robert Rauschenberg Foundation che ancora oggi credono nel progetto e scelgono di contribuire con nuove donazioni.

Entrano ora nella famiglia di Artist Rooms tre lavori di Robert Rauschenberg, parte della serie «Gluts» (1986-89/1991-94): bassorilievi murali e assemblaggi autoportanti composti da rottami metallici di vario genere. Una riflessione sulla cultura del consumismo che nella seconda metà del Novecento ha dilagato negli Stati Uniti come nel resto del mondo. Il titolo, che in italiano può essere tradotto in «eccessi», deve la sua origine a un soggiorno di Rauschenberg a Houston nel 1985, quando un eccesso di offerta di petrolio provocò di contro una crisi economica.

«GI Glut» (1986), «Rasputin’s Revenge Early Winter Glut» (1987) e «Mobile Cluster Glut (Neapolitan)» (1987) «ci invitano a riflettere apertamente su ciò che apprezziamo e su ciò che scartiamo, ha dichiarato la direttrice esecutiva della Fondazione, Courtney J. Martin. Collaborazione e intenzionalità erano elementi centrali dell’etica dell’artista».

La prima apparizione pubblica delle opere avverrà in autunno alla Tate Modern, in una mostra (dal 20 settembre a dicembre 2027) dedicata all’artista che, insieme a Jasper Johns, aprì la strada alla Pop Art.

Cecilia Paccagnella, 14 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

Cecilia Paccagnella

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Si è concluso il restauro di uno dei simboli di Grenoble, nonché monumento storico francese, sul quale è di nuovo possibile salire dall’11 luglio

Anche quest’anno è possibile lasciare, fino all’8 settembre, dei commenti al fondo delle schede delle opere, al momento semplici rendering di Bianca Bondi, Ali Cherri, Enrico David, Sakshi Gupta, Omar Mismar e Simon Vega, per citarne alcuni, che verranno commissionate per il 2029 e il 2030

Dopo 875 ore di lavoro, alla Picture Gallery, lunga 47 metri, è stato restituito il suo aspetto originario previa consultazione di acquerelli storici, fotografie, inventari e progetti architettonici: arazzi in seta verde smeraldo e nuovi sistemi di illuminazione dal 9 luglio proporranno ai visitatori il doppio dei dipinti esposti

Oggetto di un restauro conservativo sostenuto da PwC Italia, il dedalo negli spazi retrostanti i chiostri della Fondazione Giorgio Cini, sull’Isola di San Giorgio Maggiore, sarà di nuovo accessibile dal 10 luglio

La Robert Rauschenberg Foundation dona tre opere alla collezione britannica itinerante Artist Rooms | Cecilia Paccagnella

La Robert Rauschenberg Foundation dona tre opere alla collezione britannica itinerante Artist Rooms | Cecilia Paccagnella