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Cletofonte Preti, «Toilette», 1866, Parma, Galleria Nazionale (particolare)

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Cletofonte Preti, «Toilette», 1866, Parma, Galleria Nazionale (particolare)

La Pilotta di Parma: quando la bellezza diventa cura

Con il progetto «La cultura cura, la bellezza salva» il museo rafforza la propria vocazione inclusiva e il suo ruolo nel welfare culturale, coinvolgendo persone con Alzheimer, Parkinson, fibromialgia, stress e stati d’ansia grazie alla collaborazione con associazioni di volontariato del territorio

Alessia De Michelis

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Al Complesso monumentale della Pilotta di Parma l’arte diventa strumento di benessere. Con il progetto «La cultura cura, la bellezza salva», realizzato insieme all’Associazione Culturale Mosaika, il museo rafforza la propria vocazione inclusiva e il suo ruolo nel welfare culturale, coinvolgendo persone con Alzheimer, Parkinson, fibromialgia, stress e stati d’ansia grazie alla collaborazione con associazioni di volontariato del territorio.

Il cuore dell’iniziativa affonda nelle teorie della Museoterapia, secondo cui l’esperienza estetica può sostenere la mente, rallentare il deterioramento cognitivo e generare un benessere profondo, offrendo «vie di comunicazione altre» quando il linguaggio e la memoria si affievoliscono.

La prima fase del progetto (ottobre-dicembre), dedicata ai pazienti con Alzheimer, è stata realizzata con il C.R.A. Al Parco di Coopselios e con il Gruppo Sostegno Alzheimer di Fidenza. Il percorso, definito insieme a un comitato scientifico multidisciplinare, è iniziato con la selezione dei partecipanti e con incontri preparatori rivolti sia ai pazienti sia ai caregiver. A seguire, una giornata di formazione per il personale museale e la scelta, con la storica dell’arte Carla Campanini, delle sale della Galleria Nazionale più adatte a un coinvolgimento sensoriale integrale.

Tre incontri settimanali, basati su narrazione evocativa e fruizione estetica, sono stati accompagnati da misurazioni soggettive (confronti verbali) e oggettive (incluso l’uso della Brain Computer Interface). Un’attenzione specifica è stata dedicata ai caregiver, con momenti a loro riservati e visite guidate speciali.

Il 13 dicembre il progetto culminerà nel convegno nazionale «Museologia e responsabilità sociale. Il museo diventa luogo della salute e del ben-essere», organizzato con l’Università di Parma, che affronterà il ruolo del museo come luogo di salute e presenterà i risultati scientifici dell’esperienza, insieme a laboratori di Yoga Museum, Mindful Museum e Narrazione terapeutica.

«Con “La cultura cura, la bellezza salva” la Pilotta riafferma la propria vocazione di museo vivo capace di generare benessere e inclusione, dichiara Stefano L’Occaso, direttore del Complesso monumentale della Pilotta. Crediamo profondamente che l’arte e la cultura possano rappresentare strumenti di cura e di crescita personale, in grado di restituire senso, emozione e dignità anche a chi vive situazioni di fragilità. Questo progetto ci ricorda che il museo non è solo un luogo di conservazione, ma anche di relazione e rigenerazione umana». Un principio ribadito da Gianfranco Marchesi e Maurizio Vanni, che evidenziano la forza dell’esperienza estetica come stimolo profondo e terapia complementare per persone fragili.

Alessia De Michelis, 21 novembre 2025 | © Riproduzione riservata

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