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Alessia De Michelis
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Come riportato da «Artnet», il 12 novembre sono stati pubblicati sul sito internet della House Oversight Committee nuovi documenti riguardanti il caso Jeffrey Epstein. Tra questi, ci sarebbero almeno un paio di scambi di e-mail tra l’ex imprenditore e criminale statunitense e l’artista Andres Serrano.
I due si sono conosciuti negli anni Novanta, quando quest’ultimo voleva acquistare una statua, passata poi nelle mani di Epstein. Quasi quattro lustri dopo, nel 2018, riuscirono a scendere a compromessi per la medesima opera, barattata per un ritratto fotografico, scattato poco prima dell’arresto di Epstein il 6 luglio 2019.
Il 10 ottobre 2016, invece, in uno scambio epistolare virtuale Serrano esprimeva i propri pensieri riguardo le elezioni presidenziali americane e la candidatura di Donald Trump, la cui campagna elettorale fu messa in discussione a seguito dello «scandalo» causato dalla pubblicazione online, da parte del «Washington Post», di un video del 2005 in cui Trump si vantava in termini volgari e sessisti di baciare e palpeggiare le donne senza il loro consenso.
«Jeffrey,
Ero pronto a votare contro Trump per tutte le giuste ragioni, ma sono così disgustato dallo scandalo suscitato dalla frase “afferrale per la fica” che potrei dargli il mio voto per compassione. Sono sicuro che anche Bill C abbia detto cose del genere.
Andres».
Pochi minuti dopo Epstein rispondeva: «Non c’è una scelta migliore dell’altra, come stai?». «Una delle due, immagino», proseguiva Serrano, per poi raccontare alcuni dettagli della propria mostra «Torture» a Derry, in Irlanda.
L’artista ha condiviso quest’estate i retroscena del progetto presentato per il Padiglione degli Stati Uniti alla prossima Biennale d’Arte di Venezia: «The Game: All Things Trump», un mausoleo dedicato a Trump capace di restituire un’istantanea di un’epoca passata.
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