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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliLa controversia sul trasferimento in Spagna di parte della celebre Colección Gelman ha riacceso in Messico il dibattito sui limiti della tutela del patrimonio artistico nazionale, fino a coinvolgere la Corte Suprema. Al centro delle polemiche c’è il futuro di alcune opere di Frida Kahlo, la cui esportazione definitiva è vietata da un decreto presidenziale del 1984, il più restrittivo previsto dalla normativa messicana.
Le tensioni sono esplose dopo l’annuncio del «trasferimento» di 160 opere della raccolta al Banco Santander, destinate al nuovo centro culturale Faro a Santander, in Spagna. Il ruolo dell’Istituto Nazionale di Belle Arti e Letteratura (Inbal), chiamato ad autorizzare lo spostamento delle opere, e le informazioni discordanti sulla durata del prestito hanno alimentato le critiche, fino all’intervento della presidente della Repubblica messicana Claudia Sheinbaum, che ha confermato il rientro delle opere entro il 2028.
Proprio mentre il caso Gelman continua a far discutere, la Corte Suprema ha deciso di riesaminare la legittimità del decreto che impedisce alle opere di Frida Kahlo di lasciare definitivamente il Paese. La decisione nasce dal ricorso presentato dalla banca Ve por Más, proprietaria dell’«Autoritratto con medaglione» (1948), la cui esportazione è stata bloccata. Come riportato dal quotidiano spagnolo «El País», secondo il giudice Giovanni Azael Figueroa, occorre stabilire se il provvedimento abbia ecceduto i poteri regolamentari dell’esecutivo.
Il nodo giuridico riguarda il rapporto tra tutela del patrimonio culturale e diritto di proprietà privata, una questione che la Corte ha definito di «importanza nazionale». La Legge federale sui monumenti del 1972 protegge infatti le opere di numerosi artisti moderni, tra cui Diego Rivera, José Clemente Orozco e Remedios Varo, attraverso decreti specifici. Quello dedicato a Frida Kahlo, emanato durante la presidenza di Miguel de la Madrid, è però l’unico a vietare in modo assoluto l’esportazione permanente delle opere, una restrizione che, secondo alcuni giudici della Suprema Corte, non troverebbe un’esplicita base nella legislazione vigente.
Parallelamente, il 9 luglio il collettivo Defendamos la Colección Gelman ha lanciato una petizione tramite la piattaforma Change.org con l’obiettivo di mantenere la Collezione principalmente in Messico, facendo seguito all’azione legale presentata il primo luglio contro le autorità culturali messicane per annullare l’accordo del 7 gennaio.
Alessia De Michelis
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