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Anna Maria Farinato
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Le critiche e le proteste della comunità artistica non sono cadute nel vuoto: il M HKA-Museum van Hedendaagse Kunst Antwerpen di Anversa è salvo. Dopo la denuncia del Museum Watch Committee e di artisti di spicco della regione, come Luc Tuymans e Otobong Nkanga, direttori di musei, tra cui Laurent Le Bon del Centre Pompidou di Parigi, Hans Ulrich Obrist della Serpentine e Maria Balshaw della Tate di Londra o Taco Dibbits del Rijksmuseum di Amsterdam, il controverso progetto, nell’ambito di una «riforma strutturale» del panorama museale fiammingo, di smantellare il più antico museo di arte contemporanea del Belgio (è stato fondato nel 1982) non verrà attuato.
Lo scorso autunno la ministra della Cultura del Governo fiammingo, Caroline Gennez, aveva annunciato che il nuovo edificio, atteso da dieci anni e del costo preventivato di 130 milioni di euro, che avrebbe dovuto ospitare la nuova sede del museo di arte contemporanea non sarebbe stato realizzato. Il M HKA avrebbe quindi perso il suo status di museo nazionale per essere trasformato in un centro per progetti temporanei e la sua collezione di 8mila opere sarebbe stata trasferita allo S.M.A.K. (il Museo Municipale di Arte Contemporanea) di Gand, a un’ottantina di chilometri di distanza.
Dopo lunghe trattative, come riporta il «Brussels Times», è stato raggiunto un accordo tra i musei fiamminghi e la ministra Gennez. L’M HKA è uno dei quattro progetti delineati nel piano di riforma approvato dal Governo fiammingo. Genneaz ha annunciato che il museo diretto da Bart de Baer attuerà un «piano ambizioso» per la creazione della sua versione aggiornata, ribattezzata M HKA 2.0. Una nuova fase nella quale il museo aumenterà il sostegno agli artisti visivi contemporanei, rafforzerà il legame tra patrimonio e arti e collaborerà con il settore museale in senso lato nell'ambito di un accordo di cooperazione biennale.
A breve, ha annunciato poi la ministra, si terrà un’assemblea generale sul futuro delle arti visive nelle Fiandre, volto a definire raccomandazioni a lungo termine per il settore artistico. Entro giugno sarà elaborata una dichiarazione programmatica, redatta in collaborazione con i musei coinvolti, che delineerà un futuro condiviso per il panorama museale delle Fiandre, volto a rafforzare le collaborazioni e ad allineare i musei fiamminghi agli standard internazionali.
Quanto alla programmazione espositiva del 2026, oltre ad accogliere retrospettive itineranti di Lee Bul e Nicola L., e focus seulle opere della collezione, il M HKA allestirà la collettiva «we refuse_d», incentrata sui temi della censura e di recentemente ospitata dal Mathaf: Arab Museum of Modern Art di Doha.
Anna Maria Farinato
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