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Angelica Kaufmann
Leggi i suoi articoliLa ricerca di Jean-Marie Appriou esce dagli spazi espositivi di Palazzo Strozzi e si confronta con uno dei luoghi più emblematici del paesaggio storico fiorentino. Dal 4 luglio al 23 agosto 2026, il Giardino Bardini ospita The Briar Rose (Rosa × centifolia), grande scultura in bronzo che inaugura una nuova collaborazione tra Fondazione Palazzo Strozzi e Fondazione CR Firenze, attraverso la Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron.
L'intervento accompagna e amplia CANTO INFINITO, la mostra personale dell'artista francese allestita nel Project Space di Palazzo Strozzi, estendendone la riflessione nello spazio aperto e trasformando il giardino in un dispositivo narrativo in cui natura, mito e architettura entrano in relazione.
Tra le figure più interessanti della scultura internazionale contemporanea, Appriou costruisce da anni un immaginario in cui bronzo, alluminio, vetro, argilla e cera diventano strumenti per dare forma a un universo sospeso tra archeologia, folklore, cosmologia e racconto fantastico. Le sue opere non evocano semplicemente il passato, ma costruiscono una mitologia personale in cui elementi vegetali, animali e antropomorfi convivono in un continuo processo di trasformazione.
The Briar Rose, realizzata nel 2022, prende ispirazione dal ciclo pittorico The Legend of Briar Rose di Edward Burne-Jones, dedicato alla fiaba della Bella addormentata. Se nell'opera del pittore preraffaellita il roveto protegge il castello addormentato dal mondo esterno, Appriou trasforma quella vegetazione in una presenza ambigua, insieme accogliente e minacciosa. Il bronzo assume la forma di un fitto intreccio di rami, spine e grandi rose, costruendo una barriera che attrae lo sguardo ma suggerisce allo stesso tempo un'impossibilità di attraversamento. Il roseto perde così la sua dimensione esclusivamente fiabesca e diventa metafora dei confini che caratterizzano il presente.
La forza dell'opera risiede proprio in questa ambivalenza. La scultura richiama il linguaggio ornamentale del giardino storico, ma introduce una riflessione sulla separazione, sulla protezione e sull'esclusione. Le spine evocano implicitamente il filo spinato, trasformando una forma naturale in un'immagine capace di rimandare alle migrazioni, allo sradicamento, all'identità e ai limiti che attraversano la contemporaneità.
L'inserimento nel Giardino Bardini rafforza ulteriormente questa lettura. Il dialogo con la vegetazione storica, con le prospettive del parco e con il paesaggio di Firenze evita qualsiasi effetto monumentale autoreferenziale. L'opera sembra invece emergere dal giardino come una presenza archeologica o una forma naturale alterata, amplificando quella tensione tra realtà e immaginazione che attraversa tutta la ricerca dell'artista.
L'iniziativa rappresenta anche un segnale significativo sul piano istituzionale. La collaborazione tra Palazzo Strozzi e Fondazione CR Firenze costruisce un percorso condiviso che mette in relazione due luoghi centrali della vita culturale cittadina, ampliando la fruizione dell'arte contemporanea oltre gli spazi museali e favorendo un dialogo diretto con il patrimonio storico e paesaggistico. In questo contesto, The Briar Rose diventa molto più di un'estensione della mostra CANTO INFINITO. È un'opera che utilizza la grammatica della fiaba per interrogare il presente, trasformando il giardino in un luogo dove memoria, natura e storia si intrecciano con le questioni politiche e sociali del nostro tempo, senza rinunciare alla dimensione poetica e visionaria che distingue il lavoro di Jean-Marie Appriou.
Angelica Kaufmann
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