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Volodymyr Zelensky

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Zelensky vuole un monumento a Ivan Mazepa nel luogo dove sorgeva Lenin

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato l'intenzione di sostituire il monumento a Lenin abbattuto durante Euromaidan con una statua dedicata a Ivan Mazepa, figura centrale della storia cosacca. La proposta si inserisce nel più ampio processo di ridefinizione della memoria pubblica e dell'identità nazionale avviato dall'Ucraina dopo la fine dell'epoca sovietica e rafforzato dall'invasione russa.

Angelica Kaufmann

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Dove per quasi sessant'anni si è innalzata una monumentale statua di Vladimir Lenin potrebbe presto sorgere quella di Ivan Mazepa, l'hetman cosacco che in Ucraina è considerato uno dei simboli dell'indipendenza nazionale. La proposta è stata annunciata dal presidente Volodymyr Zelensky durante le celebrazioni della Giornata della Costituzione, trasformando un luogo emblematico di Kiev in un nuovo capitolo della battaglia sulla memoria storica.

Il monumento a Lenin, una scultura in quarzite rossa alta 3,6 metri, dominava uno dei principali incroci della capitale fino all'8 dicembre 2013, quando venne abbattuto dai manifestanti della rivolta di Euromaidan. Da allora il piedistallo è rimasto vuoto, diventando esso stesso il simbolo della rottura dell'Ucraina con il proprio passato sovietico.

La scelta di Mazepa non è casuale. Hetman dello Stato cosacco tra il 1687 e il 1709, il condottiero è una delle figure più controverse della storia dell'Europa orientale. Alleatosi con il re svedese Carlo XII contro Pietro il Grande durante la Grande Guerra del Nord, è stato per secoli rappresentato dalla storiografia russa come un traditore. La narrazione nazionale ucraina lo considera invece uno dei primi protagonisti della lotta per l'autonomia del Paese rispetto a Mosca.

L'annuncio è arrivato nel complesso monastico della Kyiv-Pechersk Lavra, di cui Mazepa fu uno dei principali mecenati. In occasione dell'inaugurazione di un suo busto, Zelensky ha proposto di sostituire definitivamente il monumento a Lenin con una statua monumentale dedicata al leader cosacco.

«Per secoli la Russia ha infangato il suo nome, cercando di far sì che gli ucraini vedessero la propria storia attraverso gli occhi degli altri», ha scritto il presidente sui social. «Questa menzogna è fallita. Per sempre.» La proposta si inserisce in un processo avviato ben prima dell'invasione russa del 2022. Dopo Euromaidan e l'annessione della Crimea, l'Ucraina ha approvato una serie di leggi di de-sovietizzazione che hanno portato alla rimozione dei simboli dell'epoca comunista. Secondo il New York Times, nel 1991 il Paese contava circa 5.500 statue di Lenin; nel 2017 erano state tutte rimosse.

Negli ultimi anni questo processo si è ulteriormente ampliato, trasformandosi in una più generale revisione dello spazio pubblico. Monumenti, toponomastica e musei sono diventati strumenti attraverso cui ridefinire l'identità nazionale in opposizione alla narrazione storica promossa dal Cremlino. La sostituzione delle statue non rappresenta soltanto un intervento urbanistico o commemorativo, ma un'azione politica che riguarda il controllo della memoria collettiva.

La vicenda di Mazepa mostra con particolare evidenza questa dinamica. Per la tradizione imperiale russa resta il simbolo del tradimento; per l'Ucraina contemporanea rappresenta invece una figura fondativa della propria storia nazionale. Il monumento proposto da Zelensky tradurrebbe nello spazio monumentale questa diversa interpretazione del passato. La guerra in corso ha reso ancora più evidente come il patrimonio culturale e i monumenti siano diventati uno dei terreni su cui si confrontano le identità nazionali. Dalle distruzioni del patrimonio alle politiche di rinomina delle città, fino alla sostituzione delle statue, il conflitto investe anche la costruzione della memoria pubblica. Il piedistallo rimasto vuoto dal 2013 potrebbe così trasformarsi in uno dei simboli più significativi dell'Ucraina contemporanea: il passaggio da un passato sovietico rappresentato da Lenin a una narrazione nazionale che individua in Ivan Mazepa uno dei propri protagonisti storici.

Angelica Kaufmann, 02 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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