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Giorgio de Chirico, Le Muse inquietanti, 1925 (1947) Olio su tela, 97 x 66 cm Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma Su concessione del Ministero della Cultura © Giorgio de Chirico, by SIAE 2026

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Giorgio de Chirico, Le Muse inquietanti, 1925 (1947) Olio su tela, 97 x 66 cm Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma Su concessione del Ministero della Cultura © Giorgio de Chirico, by SIAE 2026

In arrivo a Roma una grande mostra su Giorgio de Chirico e la Metafisica

Dal 20 ottobre 2026 al 21 marzo 2027 la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea dedica una mostra a Giorgio de Chirico e alla stagione storica della Metafisica. Il progetto riunisce i capolavori della collezione del museo con prestiti provenienti dal Museo del Novecento, da Casa Boschi Di Stefano e dalla Grande Brera, affiancando una sezione dedicata ai rapporti tra pittura e architettura nella costruzione della "Roma metafisica".

Bianca Castelbarco Albani

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La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea dedica l'autunno 2026 a uno dei momenti fondativi dell'arte italiana del Novecento. Dal 20 ottobre 2026 al 21 marzo 2027, la mostra "De Chirico e la Metafisica", curata da Renata Cristina Mazzantini e organizzata da Electa, propone una rilettura della stagione metafisica attraverso le raccolte della GNAMC e una selezione di prestiti provenienti dal Museo del Novecento e da Casa Boschi Di Stefano di Milano, oltre che dalla Grande Brera.

L'esposizione rappresenta il naturale sviluppo del progetto "Metafisica/Metafisiche", presentato nei primi mesi del 2026 a Milano, del quale la Galleria Nazionale è stata partner scientifico. A Roma, tuttavia, il punto di vista cambia: il percorso si concentra sul rapporto tra Giorgio de Chirico, la nascita della Metafisica e la città che contribuì a definirne l'immaginario. La mostra prende infatti avvio dalla collezione permanente della GNAMC, che conserva uno dei nuclei più importanti dedicati alla pittura metafisica. Il riallestimento delle opere del museo viene arricchito da una serie di capolavori provenienti da altre istituzioni italiane, costruendo un percorso che ricostruisce la formazione e l'evoluzione del linguaggio elaborato da De Chirico negli anni decisivi della sua ricerca.

L'obiettivo non è soltanto ripercorrere una stagione storica ormai canonizzata, ma restituire il contesto culturale e visivo nel quale la Metafisica si sviluppò. Roma diventa così parte integrante del progetto espositivo. Le piazze silenziose, le architetture monumentali, le prospettive sospese e la dimensione teatrale della città costituiscono uno dei riferimenti costanti dell'immaginario dechirichiano, trasformando lo spazio urbano in un dispositivo capace di produrre immagini e significati. Proprio questo rapporto viene approfondito nella sezione dedicata all'architettura metafisica, che raccoglie modelli, disegni e prospettive per mettere in relazione pittura e progetto architettonico. Il percorso evidenzia come la Metafisica non abbia costruito soltanto un nuovo linguaggio pittorico, ma anche una diversa concezione dello spazio, nella quale edifici, monumenti e geometrie urbane assumono un valore simbolico che supera la loro funzione reale.

Bianca Castelbarco Albani, 04 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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