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Courtesy NOTTE_Photo by Alessandro Mariotti

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Un cortometraggio ripercorre la rivoluzione di Piero Manzoni, una serata speciale al cinema

Il 22 settembre al Cinema Arlecchino di Milano debutta Piero Manzoni: Domani chi sa, primo cortometraggio prodotto da NOTTE. Realizzato in collaborazione con la Fondazione Piero Manzoni e con il supporto dello Stedelijk Museum di Amsterdam, il film intreccia ricostruzione storica e narrazione cinematografica per raccontare uno dei protagonisti che hanno ridefinito il linguaggio dell'arte del Novecento.

Bianca Castelbarco Albani

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Piero Manzoni approda sul grande schermo con Piero Manzoni: Domani chi sa, il primo cortometraggio prodotto da NOTTE, che sarà presentato in anteprima il 22 settembre al Cinema Arlecchino di Milano. Il progetto segna l'esordio cinematografico della realtà fondata da Mattia Melzi e Carolina Lanfranchi, che amplia così la propria attività oltre il formato espositivo, sperimentando il linguaggio audiovisivo come strumento di divulgazione e interpretazione dell'arte contemporanea.

Nato da un'idea di Mattia Melzi, autore del soggetto e della sceneggiatura, e diretto da Alberto Sansone, il film è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione Piero Manzoni, con il supporto dello Stedelijk Museum di Amsterdam e con il patrocinio della Regione Lombardia. La produzione si inserisce in una tendenza sempre più evidente nel sistema dell'arte, dove cinema, editoria, podcast e mostre convergono nella costruzione di nuovi strumenti di racconto. Lontano dalla struttura del documentario tradizionale, Piero Manzoni: Domani chi sa alterna due registri narrativi. Da una parte la voce di Mattia Melzi accompagna il pubblico attraverso la vicenda artistica di Manzoni; dall'altra, scene di fiction interpretate da Jacopo Parella ricostruiscono alcuni momenti centrali della sua breve ma intensa carriera. Il film rievoca episodi diventati emblematici della sua ricerca, dalle azioni nello spazio Azimuth alle celebri Linee, dalla firma dei corpi realizzata a Copenaghen fino alla provocazione di Merda d'artista, accompagnando il racconto fino agli ultimi momenti di vita dell'artista.

Accanto alla biografia emerge anche Milano, rappresentata come il contesto culturale in cui prese forma una delle esperienze più radicali dell'arte europea del dopoguerra. Il Bar Jamaica, le strade di Brera e la Torre Velasca diventano scenari di una città attraversata dalla modernizzazione e dalla sperimentazione artistica, contribuendo a ricostruire il clima culturale nel quale Manzoni sviluppò il proprio linguaggio. La scelta della lingua inglese evidenzia inoltre la volontà di rivolgersi a un pubblico internazionale, coerentemente con la dimensione ormai globale della figura di Manzoni, oggi presente nelle collezioni dei principali musei e considerato uno dei protagonisti assoluti della neoavanguardia europea. Con questo progetto NOTTE dichiara apertamente la propria ambizione di costruire un modello culturale multidisciplinare, nel quale la produzione audiovisiva non svolga una funzione accessoria rispetto alle mostre, ma costituisca un formato autonomo di ricerca e divulgazione. In questo senso Piero Manzoni: Domani chi sa rappresenta il primo tassello di una strategia che guarda al cinema come spazio di approfondimento critico e di narrazione culturale, estendendo gli strumenti attraverso cui il sistema dell'arte racconta i propri protagonisti.

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Bianca Castelbarco Albani, 05 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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Un cortometraggio ripercorre la rivoluzione di Piero Manzoni, una serata speciale al cinema | Bianca Castelbarco Albani

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