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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliUno scavo d’urgenza, programmato dalla Soprintendenza di Agrigento per il recupero di una tomba a cappuccina di tegole di età greca, nella duna di Maddalusa, a ovest della foce del fiume Akràgas, ha portato al rinvenimento, del tutto casuale, di una moneta d’oro di particolare rilievo storico e numismatico.
A Maddalusa già a partire dal XIX secolo si trovarono reperti archeologici; nel corso del tempo varie scoperte hanno documentato l'esistenza di una vasta necropoli utilizzata fin dai primi decenni di vita della città di Akràgas, nel primo quarto del VI secolo a.C.
Scavi e rinvenimenti successivi hanno portato a misurarne l'estensione in oltre tre chilometri, lungo la fascia costiera e nella parte centrale e occidentale della collinetta. «Questo ritrovamento, ha detto l'assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, testimonia l’importanza della ricerca archeologica sul territorio e il valore delle attività di tutela, confermando come il patrimonio archeologico continui a offrire nuovi contributi alla conoscenza della complessa storia di Akràgas, una delle più ricche e celebrate città greche della Sicilia e del Mediterraneo antico».
Maddalusa, nel corso dei decenni, ha restituito varie tipologie di manufatti: sarcofagi di particolare pregio, in marmo e in calcarenite, tombe a cassa costruite con tegole e lastroni di pietra, sepolture entro vasi, sia a incinerazione sia a inumazione di bambini, oggi parzialmente esposti nel Museo Archeologico Regionale «Pietro Griffo» di Agrigento. La necropoli continuò a essere utilizzata fino alla fine del V secolo a.C., periodo al quale appartiene anche la moneta aurea rinvenuta.
L’esemplare, eccezionalmente conservato, presenta al diritto la testa di Eracle rivolta a sinistra, con il capo coperto dalla leontè (la pelle del leone di Nemea, l'animale invulnerabile sconfitto da Eracle durante la sua prima fatica). Al rovescio, un quadrato incuso quadripartito con al centro una piccola testa femminile e la legenda «Syra», riferita a Siracusa.
l rinvenimento riveste particolare importanza non solo per la rarità dell'esemplare, ma soprattutto perché si colloca in un preciso momento storico: durante la drammatica invasione cartaginese della Sicilia, alla fine del V secolo a.C., Siracusa, alleata di Akràgas, coniò straordinarie emissioni auree per sostenere lo sforzo bellico.
A questa serie appartiene la moneta rinvenuta, che richiama le tragiche vicende che sconvolsero la Sicilia greca, culminate con la conquista e la distruzione di Akràgas da parte dei Cartaginesi nel 406 a.C.
Vittorio Bertello
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