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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliPotrebbero essere quelli di un lottatore di oltre 2.400 anni fa i resti che sono stati riesumati ad Aspendos, antica città della Panfilia, nell’odierna Turchia meridionale. Un’équipe di archeologi ha individuato uno scheletro all’interno di un sarcofago formato da lastre di pietra, in una necropoli finora poco conosciuta, situata fuori dall’abitato. La sepoltura è stata datata, con ogni probabilità, tra il 475 e il 300 a.C. Ne dà notizia in un articolo pubblicato dal sito del quotidiano spagnolo «La Vanguardia» il giornalista David Ruiz Marull.
A rendere particolarmente interessante la scoperta sono alcuni oggetti deposti nella tomba, tra cui alcune monete d’argento, i cosiddetti stateri di Aspendos. Su una delle facce è raffigurata una coppia di lottatori nudi impegnati nel combattimento, immagine che compare molto frequentemente nella monetazione della città. Secondo Mehmet Nuri Ersoy, il ministro turco della Cultura e del Turismo, la presenza di queste monete e degli altri reperti potrebbe indicare che la persona sepolta avesse un legame con lo sport, forse addirittura che fosse un lottatore professionista. I ricercatori, tuttavia, invitano alla prudenza: per il momento non esistono prove definitive che consentano di identificare lo scheletro con un atleta.
L’ipotesi acquista comunque un certo peso, considerando il ruolo che la lotta rivestiva nella cultura di Aspendos. La città, fondata da coloni greci e sviluppatasi come importante centro commerciale, era dotata di strutture destinate all’attività fisica e alle competizioni. In epoca romana disponeva inoltre di un grande stadio, capace di accogliere migliaia di spettatori per gare di corsa, lancio del giavellotto e combattimenti.
Anche le monete raccontano questa passione. Gli stateri con i due lottatori furono coniati per un periodo molto lungo e testimoniano quanto questa disciplina permeasse la stessa identità civica della città. Non si tratta, quindi, solo di un dettaglio decorativo: la ripetizione del motivo nella monetazione suggerisce l’importanza attribuita allo sport nella società locale.
La necropoli orientale, in cui è stata individuata la sepoltura, si trova lungo un’antica strada che dalla zona delle mura conduceva verso il teatro. Gli scavi stanno progressivamente restituendo un quadro più articolato della vita quotidiana, delle tradizioni funerarie e delle differenze sociali della comunità antica.
La scoperta è significativa anche perché il periodo «classico» di Aspendos è ancora relativamente poco documentato dal punto di vista archeologico. Ogni nuovo reperto può quindi contribuire a ricostruire una parte della storia della città: non solo quella dei mercanti e dei monumenti, ma anche quella delle persone comuni e degli atleti che vivevano, gareggiavano e morivano nella società dell’antica Panfilia.
Uno statere di Aspendos. Foto tratta da Wikipedia. Foto: Epiphanesnikophoros | Creative Commons 4.0
Vittorio Bertello
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