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Il volto della statua di Asclepio, recentemente ritrovata ad Aspendos

Foto: Ministero turco della Cultura e del Turismo

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Il volto della statua di Asclepio, recentemente ritrovata ad Aspendos

Foto: Ministero turco della Cultura e del Turismo

Ad Aspendos scoperta una statua di 1.800 anni fa raffigurante il dio greco Asclepio e suo figlio Telesforo

Il gruppo scultoreo, alto 2,2 metri, restituisce l’immagine di una divinità dall’aspetto solenne e umano. È stato rinvenuto tra i resti della Porta Monumentale della città anatolica

Vittorio Bertello

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Una nuova scoperta archeologica ad Aspendos, nell’attuale Turchia meridionale, aggiunge un importante tassello alla conoscenza della vita religiosa e sociale della città in epoca romana. Gli archeologi hanno portato alla luce un gruppo scultoreo in marmo dedicato ad Asclepio, il dio greco della medicina e della guarigione, raffigurato insieme a suo figlio Telesforo, personaggio associato alla salute e alla convalescenza. Il reperto è stato datato dagli archeologi all’ultimo quarto del II secolo d.C. Ha annunciato questa scoperta sui social il ministro turco della Cultura e del Turismo, Mehmet Nuri Ersoy.

La statua, alta 2,2 metri, restituisce l’immagine di una divinità dall’aspetto solenne. La parte superiore del corpo è per lo più scoperta, mentre l’himation, il tradizionale mantello greco, è appoggiato sulla spalla sinistra. Il tessuto scende lungo il corpo formando ricche pieghe intorno alla vita e alle gambe, secondo una resa che sottolinea la maestria degli scultori antichi.

Ai piedi della divinità compare Telesforo, rappresentato in dimensioni molto più ridotte rispetto ad Asclepio. La figura, dall’aspetto infantile, è immediatamente riconoscibile per il lungo abito con cappuccio che ne avvolge completamente il corpo.

Innanzitutto, è molto importante il fatto che entrambe le figure siano sopravvissute insieme e in gran parte intatte. Asclepio e Telesforo vengono spesso rinvenuti separatamente, danneggiati o del tutto assenti dai reperti archeologici, il che costringe gli studiosi a ricostruire la coppia sulla base di frammenti e fonti scritte. Il fatto di avere entrambe le figure in un unico gruppo sostanzialmente completo offre ai ricercatori qualcosa di ancora più raro: l’opportunità di studiare l’intero arco simbolico delle antiche credenze sulla guarigione esattamente come lo avrebbe visto un pubblico dell’antichità.

Significativo è anche il luogo del ritrovamento. Il gruppo scultoreo è stato rinvenuto tra i resti della Porta Monumentale collegata alla Piazza Orientale di Aspendos. La posizione suggerisce che la scultura non fosse destinata a un ambiente privato, ma fosse esposta in uno spazio pubblico di particolare importanza, probabilmente legato alla vita cerimoniale della città.

Il gruppo di Asclepio e Telesforo si inserisce dunque nel più ampio panorama della religiosità dell’Aspendos romana e mostra come tradizioni greche legate alla medicina continuassero a trovare spazio nella società dell’epoca. Il ritrovamento, oltre al valore artistico delle sculture, rappresenta quindi una valida testimonianza della vita quotidiana, delle credenze e delle pratiche sociali di una delle maggiori città dell’antica Anatolia.

Lo scavo fa parte del progetto turco «Patrimonio per il futuro», iniziativa a livello nazionale volta a finanziare e coordinare i lavori archeologici nei siti storici.

Il gruppo scultoreo ritrovato ad Aspendos visto frontalmente e di tre quarti. Ai piedi di Asclepio, la figura, più piccola, del figlio Telesforo. Foto: Mehmet Nuri Ersoy, via X

Vittorio Bertello, 10 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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