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Una veduta del complesso funerario nell’area fortificata di Utzh An, in Perù

© Perù

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Una veduta del complesso funerario nell’area fortificata di Utzh An, in Perù

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In Perù è emersa, intatta, una tomba che potrebbe svelare i segreti dell’élite Chimú

A rendere la scoperta particolarmente preziosa è però ciò che non è accaduto al complesso: in seicento anni non è mai stato saccheggiato. A differenza di altre sepolture violate in epoca coloniale, qui sono stati infatti trovati i resti di 38 persone, sepolte insieme a un ricco corredo

Giorgio Valentini

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Un corpo disteso, quando tutti gli altri sono stati deposti secondo rituali diversi. È questo dettaglio, apparentemente semplice, ad aver attirato l’attenzione degli archeologi che lavorano a Chan Chan, l’antica capitale della civiltà Chimú in Perù. La posizione insolita di uno scheletro potrebbe infatti raccontare una storia molto diversa da quella degli altri defunti: tra le ipotesi c’è anche quella di un sacrificio rituale.

Il ritrovamento, annunciato dal Ministero della Cultura peruviano l’8 settembre, ha portato alla luce un intero complesso funerario contenente i resti di 38 persone, sepolte insieme a un ricco corredo. Orecchini e altri ornamenti in metallo, copricapi, collane di conchiglie e quarzo, armi, oggetti cerimoniali e cassette lignee decorate restituiscono il ritratto di una comunità appartenente ai livelli più alti della società Chimú.

A rendere la scoperta particolarmente preziosa è però ciò che non è accaduto alla tomba: in seicento anni non è mai stata saccheggiata. Molte delle sepolture dell’élite di Chan Chan erano state infatti violate già in epoca coloniale, cancellando la relazione originaria tra corpi, oggetti e spazio rituale. Qui, invece, gli archeologi possono ancora leggere quella relazione.

Il complesso si trova nell’area fortificata di Utzh An, un tempo conosciuta come Gran Chimú Palace, ed è articolato in tre ambienti sotterranei. Una camera centrale, raggiungibile attraverso una scala, contiene un individuo accompagnato da numerosi manufatti; una delle due camere laterali conserva 20 sepolture, mentre l’altra ha restituito armi ed emblemi metallici ma nessun resto umano. Altri 18 individui sono stati rinvenuti in differenti punti della struttura. Anche il pigmento rosso scoperto sui capi di alcuni defunti e su ceramiche aggiunge un elemento significativo: il colore era associato ai rituali riservati ai personaggi di alto rango nelle società andine.

Prima di estrarre i resti, gli specialisti stanno creando una sorta di «fotografia tridimensionale» della scena funeraria. Centinaia di immagini vengono elaborate con tecniche di fotogrammetria per ottenere modelli digitali millimetrici, indispensabili per conservare ogni informazione sulla disposizione originaria.

La scoperta potrebbe così andare oltre la storia di una singola tomba. Chan Chan, una delle maggiori città precolombiane delle Americhe e fiorita attorno all’anno 1000, potrebbe offrire nuove risposte sulla struttura del potere Chimú, sui suoi rituali e sul delicato passaggio all’epoca della dominazione Inca, nel 1470.

Giorgio Valentini, 09 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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