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Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliPer tre giorni, a partire da oggi, 4 settembre, la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia espone un’opera che sembrava destinata a rimanere per sempre lontana dalla sua storia. È il «San Rocco» di Bartolomeo Caporali, dipinto intorno al 1487 e riconosciuto soltanto di recente sul mercato antiquario francese. Fino a domenica 6 settembre, il pubblico potrà ammirarlo nella sala 18 del museo, prima che la tavola venga trasferita nei depositi in attesa di una più ambiziosa ricomposizione.
Il dipinto, che apparteneva alla «Pala dei Cacciatori» realizzata per la pieve di Santa Maria Maddalena a Castiglion del Lago, rappresenta una Sacra conversazione con la Vergine e quattro santi. Dopo essere stata smembrata nel 1774 a causa del deterioramento, alcuni elementi vennero dispersi e per secoli non fu possibile avere un riscontro della fisionomia originaria. Del «San Rocco» si erano perse le tracce, fino alla sua ricomparsa in Francia, dove un’attribuzione errata ne aveva occultato l’identità.
A restituirlo a Caporali è stato lo storico dell’arte Emanuele Zappasodi, dell’Università per Stranieri di Siena. Il rientro in Italia è stato reso possibile dalla collaborazione con Moretti Fine Art di Londra e dal restauro fiorentino curato da Loredana Gallo. L’acquisto, del valore di 60mila euro, è stato sostenuto attraverso l’Art Bonus da AgriEuro. È un passaggio significativo per il museo umbro: per la prima volta il contributo dell’impresa viene destinato all’acquisizione di un’opera destinata alla collezione permanente, e non a un intervento di restauro.
Il vero appuntamento, però, è rimandato alla primavera 2027, quando il l’opera sarà riunita agli altri frammenti superstiti: il volto della Maddalena e una testa d’angelo già a Perugia, due elementi conservati ai Musei Civici di Udine e il «San Sebastiano» della Fondazione Federico Zeri.
Giorgio Valentini
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