Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Una veduta del Tribunale di Parigi

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, Cahtls

Image

Una veduta del Tribunale di Parigi

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, Cahtls

La Procura di Parigi vuole riaprire il caso Giuliano Ruffini, accusato di riciclaggio di denaro e frode

Il caso era esploso nel 2016, quando Sotheby’s dovette rimborsare 10 milioni di dollari a un collezionista per un falso «Hals» venduto anni prima e proveniente proprio dal collezionista francese

Giorgio Valentini

Leggi i suoi articoli

Giuliano Ruffini, collezionista francese di origine italiana, torna sotto i riflettori per lo scandalo internazionale legato a decine di dipinti «riscoperti» e attribuiti ad antichi maestri, da Frans Hals, Cranach, Parmigianino, Bronzino, Orazio Gentileschi, El Greco, poi rivelatisi presunti falsi.

Il caso era esploso nel 2016, quando Sotheby’s dovette rimborsare 10 milioni di dollari a un collezionista per un «Hals» venduto anni prima e proveniente proprio da Ruffini. Le indagini francesi individuarono nel pittore reggiano Lino Frongia il probabile autore materiale delle opere autenticate o prese in prestito da diversi musei (come il Musée du Louvre di Parigi, la National Gallery di Londra e Metropolitan Museum of Art di New York), mentre Ruffini fu accusato di truffa e riciclaggio. Nel 2019 scattarono due mandati di cattura europei contro Ruffini e Frongia; nel 2020 la Corte d’Appello di Milano respinse però le accuse contro Frongia. Ruffini, rimasto latitante di fatto per anni senza saperlo, si costituì nel 2022 ai carabinieri di Castelnovo ne’ Monti, in provincia di Reggio Emilia, e venne poi scarcerato per un vizio procedurale nell’iter di estradizione. Nello stesso anno fu assolto anche dall’accusa di evasione fiscale a Reggio Emilia. 

Ora la Procura di Parigi ha richiesto il rinvio a giudizio di Giuliano Ruffini, come riportato dal quotidiano inglese «The Art Newspaper» che ha visionato un documento ufficiale. Allo stesso tempo, ha richiesto anche il rinnovo del mandato d’arresto per Frongia. In questa nuova fase, però, Clemence Radafshar e Marianne Frochot, incaricati del caso, porteranno principalmente accuse di riciclaggio di denaro e frode, tralasciando i precedenti capi di imputazione per frode organizzata.

Ruffini ha sempre sostenuto la propria innocenza, come dichiarato dall’avvocato Paul Le Fèvre a «The Art Newspaper», che ritiene il procedimento «fragile» e «gonfiato». Lo stesso dice dell’altro suo assistito, il figlio di Ruffini, Mathieu, anch’egli coinvolto nella vicenda e incriminato per riciclaggio di denaro nel 2023. L’accusa sta infatti cercando di riaprire il suo fascicolo, assieme a due intermediari, Jean-Charles Méthiaz e Michaël Tordjmann.

Si tratta in totale di una trentina di opere, la maggior parte delle quali Ruffini sostiene provenienti dalla collezione di un imprenditore francese, André Borie, ma l’accusa scrive che «l’indagine ha accertato che André Borie non ha mai posseduto una collezione d’arte, come confermato dal nipote, dai suoi ex dipendenti e dal notaio che ha curato il suo testamento». Di queste, però, solo 13 sono state trattenute dalla Procura di Parigi e dichiarate false dopo apposite analisi condotte dal laboratorio dei Musei Francesi al Louvre, dalla Orion Analytical di James Martin negli Stati Uniti, dall’esperta francese Violaine de Villemereuil, dalla storica olandese dell’Età dell’Oro Anna Tummers e da Gunnar Heydenreich, responsabile dell’Archivio Digitale Cranach.

L’accusa dovrà ricevere la conferma di un giudice nelle prossime settimane; se così sarà, il processo potrebbe prendere il via già nel 2027.

Giorgio Valentini, 03 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Giorgio Valentini

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

La compresenza di tutte le fasi produttive permette di ricostruire una vera e propria sequenza di lavoro: dall’acquisizione della materia prima alla sua preparazione, fino alla realizzazione dell’oggetto. Un dato particolarmente significativo, perché indica che a Çayönü la lavorazione dei minerali non era più un’attività occasionale

Scavando nella propria proprietà con l’obiettivo di costruire una terrazza, un privato cittadino, nel villaggio di Rebild, ha dissotterrato circa 700 pezzi (per un peso di 18,5 kg). Tra questi, vi sono anche monete, arabe e anglosassoni, che testimoniano connessioni commerciali in tutto il Continente

La prima campagna sistematica del Proyecto de Investigación Arqueológica Wancasanga 2026 ha portato alla luce un articolato complesso di strutture destinate alla conservazione delle risorse statali, oltre a un sofisticato impianto di ventilazione

Tra i reperti spiccano inoltre elementi architettonici e frammenti statuari, molti risalenti al Nuovo Regno e al regno di Ramses II, realizzati in graniti e altre pietre, insieme a ceramiche, figurine fittili e ostraca, alcuni probabilmente appartenuti in origine al Grande Tempio di Ptah

La Procura di Parigi vuole riaprire il caso Giuliano Ruffini, accusato di riciclaggio di denaro e frode | Giorgio Valentini

La Procura di Parigi vuole riaprire il caso Giuliano Ruffini, accusato di riciclaggio di denaro e frode | Giorgio Valentini