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Alberto Garutti, ’Temporali’, 2015, courtesy Studio Archivio Alberto Garutti

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Alberto Garutti, ’Temporali’, 2015, courtesy Studio Archivio Alberto Garutti

Il teatro delle meraviglie, dai fulmini di Garutti ai riflessi di Ronchi: la luce protagonista a Torino

Dal 15 al 22 novembre, in occasione delle Nitto ATP Finals, la Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani di Torino ospita «Ultralight», progetto di Giorgio Galotti e Claudia Pignatale che riunisce Alberto Garutti, Alice Guareschi, Diego Perrone, Alice Ronchi ed Eugenia Vanni. Un intervento tra arte contemporanea, architettura e design che rilegge gli spazi teatrali attraverso la luce, tra suggestioni cinematografiche e riferimenti a Carlo Mollino.

Ginevra Borromeo

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In occasione delle Nitto ATP Finals, Torino rinnova il proprio rapporto tra sport e cultura attraverso un progetto che porta l’arte contemporanea negli spazi dell’ospitalità istituzionale. Dal 15 al 22 novembre 2026, la Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani ospita «Ultralight», intervento ideato da Giorgio Galotti e Claudia Pignatale per la Tennis Family House, giunta alla sua sesta edizione torinese. Il progetto riunisce artisti e designer di generazioni e linguaggi differenti, da Alberto Garutti ad Alice Guareschi, da Diego Perrone ad Alice Ronchi ed Eugenia Vanni, insieme agli studi 6:AM e BRH+, attorno a una riflessione sulla luce come elemento capace di modificare la percezione dello spazio, dell’architettura e delle opere. Il riferimento al teatro, inteso come luogo della rappresentazione e della costruzione dell’immagine, attraversa l’intero allestimento, nel quale installazioni luminose, sculture, fotografie e oggetti di design concorrono a definire un ambiente unitario.

Il percorso si apre sulla facciata dell’edificio con «Space-Time Superoscillations» (2026), opera su schermi LED di Alice Guareschi realizzata per l’occasione, nella quale un messaggio luminoso appare e scompare evocando il linguaggio delle insegne pubblicitarie e della comunicazione urbana. All’interno, il foyer viene trasformato dallo studio 6:AM in un ambiente dominato dal rosso, ispirato all’architettura del Teatro Regio di Torino progettato da Carlo Mollino e alle atmosfere enigmatiche della Black Lodge di «Twin Peaks» di David Lynch. Le lampade in vetro soffiato della serie Quadrato e Sistema accentuano la dimensione scenografica dello spazio, mentre due dipinti di Eugenia Vanni, appartenenti alla serie «Tournée» (2025), introducono il tema del sipario come soglia tra ciò che viene mostrato e ciò che rimane celato, tra il tempo della rappresentazione e quello del lavoro che la precede.

Nel Piccolo Teatro prende forma «Casa Piemonte», ambiente dedicato all’identità culturale e produttiva della regione, dove una fotografia d’archivio di Carlo Vannini, concessa dal Teatro Regio, restituisce la memoria dell’architettura di Mollino. Al centro della sala si trova «Temporali» (2015) di Alberto Garutti, opera luminosa collegata da remoto al sistema Meteorage, la cui intensità aumenta ogni volta che un fulmine colpisce il territorio italiano. Un lavoro emblematico della ricerca dell’artista, scomparso nel 2023, sulla possibilità di stabilire una relazione tra l’opera, lo spettatore e fenomeni che si verificano altrove, rendendo percepibile attraverso la luce un evento naturale distante. Accanto a Garutti, Diego Perrone presenta una nuova scultura in vetro pieno, «Senza titolo» (2026), che incorpora frammenti e simboli dell’economia rurale piemontese, territorio d’origine dell’artista. Due fotografie di Alice Guareschi tratte da «Je m’appelle Olympia» (2023), documentazione di un intervento realizzato nel 2012 nello storico teatro parigino, proseguono la riflessione sulla memoria degli spazi destinati allo spettacolo. L’allestimento comprende inoltre i divani Gogan di Patricia Urquiola e le poltrone One Page di Ron Arad per Moroso, insieme ai tavolini in marmo e travertino della collezione MOSTRO, disegnata da BRH+ per MMOOS.

Sul palcoscenico, infine, Alice Ronchi presenta «Sweet dreams», installazione ambientale prodotta per l’occasione che riprende la struttura dei mobile dell’infanzia e alcuni riferimenti alla scultura del Novecento, da Joan Miró ad Alexander Calder. Realizzata in acciaio specchiante, l’opera moltiplica i riflessi e le luci dell’ambiente, trasformando lo spazio teatrale in una composizione sospesa. «Ultralight», progetto promosso dalla Federazione Italiana Tennis e Padel con Sport e Salute, si inserisce così nella crescente presenza dell’arte contemporanea all’interno di iniziative legate ai grandi eventi sportivi e ai loro programmi di rappresentanza. Un contesto nel quale la produzione artistica assume anche una funzione di interpretazione culturale del territorio, attraverso il rapporto con la sua storia architettonica, le sue tradizioni produttive e il linguaggio del design contemporaneo.

Teatro Regio, Torino, ph.credits Carlo Vannini, courtesy Teatro Regio Torino

Ginevra Borromeo, 07 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

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