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Leggi i suoi articoliLa notte come spazio di trasformazione, nel quale le identità si modificano e le apparenze rivelano la propria ambiguità. È il tema di «Di notte, ancora», la doppia personale di Frances Goodman e Giotto Riva, in programma dal 4 novembre 2026 al 15 gennaio 2027 alla Camilla Prini Gallery di Milano, nella sede di via Milazzo 6, nel quartiere di Brera. Ad accompagnare il progetto è Le cose della sera, un testo critico di Giacomo Nicolella Maschietti, che individua nell'oscurità un territorio comune a due ricerche differenti per generazione, linguaggio e materiali.
Giotto Riva (Milano, 1998), formatosi alla Barcelona Academy of Art e selezionato tra i partecipanti al 25° Premio Cairo, sviluppa una pittura figurativa che guarda al Realismo ottocentesco, alla Scapigliatura e alla tradizione europea. Le sue composizioni raccontano situazioni di solitudine, attesa e incontro, attraverso una costruzione luministica che conferisce ai gesti quotidiani una dimensione teatrale. La notte diventa il contesto nel quale le figure emergono dall'oscurità, isolate da luci artificiali che accentuano la tensione psicologica della scena. Tra i lavori presentati figura Il Conflitto (2025), un olio su tela in cui la composizione corale accentua il carattere drammatico della rappresentazione.
Differente è l'approccio di Frances Goodman (Johannesburg, 1975), artista sudafricana formatasi al Goldsmiths College di Londra, la cui ricerca affronta la costruzione dell'identità femminile attraverso il rapporto tra corpo, ornamento e convenzioni sociali. Paillettes, strass, perle finte, unghie acriliche e materiali associati all'industria della bellezza diventano strumenti di una riflessione sui meccanismi di seduzione e sulle aspettative imposte allo sguardo femminile. Opere come Fake it till you make it (2019), realizzata con pelle, gommapiuma, bigiotteria e altri materiali, oppure le grandi bocche ricamate di Pink Poison e Sumptuous Smooch, trasformano gli elementi decorativi in immagini dalla forte ambivalenza: l'ornamento appare contemporaneamente come strumento di affermazione personale e dispositivo di controllo sociale.
Il confronto tra i due artisti si sviluppa attorno alla distanza tra ciò che viene mostrato e ciò che rimane nascosto. Nella pittura di Riva, la luce notturna modifica la percezione delle figure e degli ambienti; nelle opere di Goodman, le superfici scintillanti rendono visibile il processo attraverso cui il corpo viene trasformato in immagine. La notte diventa così uno spazio nel quale desiderio, rappresentazione e identità possono assumere forme diverse, mettendo in discussione la corrispondenza tra apparenza e realtà.
«Di notte, ancora. Frances Goodman & Giotto Riva», Camilla Prini Gallery, via Milazzo 6, Milano, 4 novembre 2026 – 15 gennaio 2027. Inaugurazione mercoledì 4 novembre, dalle ore 18.
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