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Davide Quadrio riconfermato alla guida del MAO dopo una selezione con 30 candidati

La Fondazione Torino Musei conferma Davide Quadrio alla direzione del MAO dopo una procedura di selezione alla quale hanno partecipato 30 candidati, valutati da una commissione internazionale. Prosegue così il percorso avviato nel 2022, che ha rafforzato il dialogo tra le collezioni asiatiche, la ricerca contemporanea e le nuove pratiche museali, contribuendo a ridefinire il ruolo dell'istituzione torinese.

Davide Quadrio continuerà a dirigere il MAO Museo d'Arte Orientale di Torino. Il Consiglio Direttivo della Fondazione Torino Musei ha deliberato la sua conferma al termine di una procedura di selezione alla quale hanno partecipato 30 candidati, scegliendo di dare continuità al percorso avviato dal direttore nel 2022.

La decisione è arrivata dopo le valutazioni di una commissione esterna composta da tre figure del panorama museale e accademico internazionale: Annette Bhagwati, direttrice del Museum Rietberg di Zurigo; Yannick Lintz, presidente del Musée national des arts asiatiques – Guimet di Parigi; e Carlo Lippolis, professore di Archeologia e Storia dell'arte dell'Asia occidentale antica e del Mediterraneo orientale antico all'Università di Torino e direttore scientifico del CRAST.

Il rinnovo assume un significato particolare alla luce della trasformazione intrapresa dal MAO negli ultimi quattro anni. Sotto la direzione di Quadrio, storico dell'arte e sinologo con una lunga esperienza professionale in Cina, il museo ha progressivamente ampliato il proprio orizzonte, affiancando allo studio e alla valorizzazione delle collezioni storiche un programma di mostre, residenze, commissioni e interventi contemporanei.

Una linea curatoriale che ha contribuito a ridefinire il MAO come luogo di confronto tra le culture asiatiche del passato e le questioni culturali, politiche e sociali del presente. Le collezioni permanenti sono diventate il punto di partenza di nuove interpretazioni, attraverso il coinvolgimento di artisti internazionali e la sperimentazione di linguaggi espositivi differenti. Tra i progetti più significativi figurano le mostre dedicate a Nam June Paik e Chiharu Shiota, quest'ultima protagonista di un risultato di pubblico particolarmente rilevante, con circa 90mila visitatori nei primi tre mesi di apertura. Al programma espositivo si è affiancato Declinazioni Contemporanee, il progetto di residenze e commissioni site-specific che ha coinvolto artisti come Lee Mingwei, Marzia Migliora e Kengo Kuma.

La quarta edizione, presentata nell'autunno 2026, comprende interventi di Gala Porras-Kim, Elif Uras, Dayanita Singh, Sissel Tolaas e Driant Zeneli. Parallelamente, il museo ha avviato un nuovo capitolo della propria programmazione con Song Dong. Soul Out, mostra dedicata all'artista cinese, e con il riallestimento della sezione delle collezioni archeologiche cinesi attraverso il progetto Made in China. L'esperienza internazionale di Quadrio, maturata soprattutto a Shanghai, dove ha contribuito allo sviluppo della scena artistica contemporanea attraverso iniziative indipendenti e progetti curatoriali, ha rappresentato un elemento distintivo della sua direzione. Il suo lavoro ha cercato di superare una lettura dell'arte asiatica prevalentemente legata all'archeologia e alla conservazione, introducendo un confronto continuativo tra patrimonio, produzione artistica contemporanea e ricerca interdisciplinare.

«Il Consiglio, sulla base del lavoro svolto alla guida del MAO e del percorso di crescita che il museo ha intrapreso in questi ultimi anni, ha ritenuto di dare continuità al suo mandato», ha dichiarato Massimo Broccio, presidente della Fondazione Torino Musei, sottolineando la fiducia nella capacità di Quadrio di accompagnare l'istituzione verso una fase di consolidamento e ulteriore sviluppo.

La riconferma arriva dunque al termine di una selezione aperta e restituisce un'indicazione precisa sulla strategia della Fondazione: preservare la continuità scientifica e progettuale di un museo che ha rafforzato la propria presenza nel dibattito sull'arte asiatica e sulle trasformazioni della museologia contemporanea. La sfida del nuovo mandato sarà consolidare i risultati raggiunti, mantenendo in equilibrio la ricerca sulle collezioni, la qualità della programmazione contemporanea e il rapporto con il pubblico. Un passaggio decisivo per stabilizzare il posizionamento internazionale del MAO e trasformare le sperimentazioni degli ultimi anni in una prospettiva istituzionale di lungo periodo.

 

Redazione, 05 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

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