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A più di quarant’anni dall’intervento che consacrò il Pont Neuf nella storia dell’arte contemporanea, il ponte più antico di Parigi è pronto per trasformarsi. Ha aperto al pubblico ieri, 15 giugno, «La Caverne du Pont Neuf», la nuova installazione monumentale di JR, concepita come omaggio a «The Pont Neuf Wrapped» (1985) di Christo e Jeanne-Claude. Visitabile gratuitamente fino al 28 giugno, 24 ore su 24, l’opera restituisce una visione inedita di uno dei luoghi simbolo della capitale francese.
L’intervento nasce da una riflessione sulle origini materiali della città: JR immagina il Pont Neuf come una gigantesca cava di pietra, richiamando il calcare lutetiano estratto nel Bacino di Parigi con cui, dal Seicento, sono stati costruiti il ponte e numerosi monumenti della città. Il contrasto tra la materia grezza e l’eleganza urbana della Ville Lumière genera un dialogo tra passato e presente, storia e immaginazione.
«La mia visione affonda le radici sia nel passato sia nel presente di questo ponte iconico», ha dichiarato l’artista, sottolineando la propria ammirazione per Christo e Jeanne-Claude e la convinzione che l’arte pubblica debba mettere in discussione ciò che appare familiare.
La realizzazione dell’opera è stata però segnata da un’autentica odissea climatica. Avviato l’11 maggio, il cantiere ha dovuto affrontare freddo intenso, piogge persistenti, forti venti e una successiva ondata di calore. Il gonfiaggio della struttura è stato rinviato tre volte e, il 2 giugno, una violenta grandinata accompagnata da raffiche di vento ha provocato lacerazioni nell’involucro. I danni hanno imposto il rinvio dell’inaugurazione e un complesso intervento di riparazione svolto sotto gli occhi del pubblico.
Invece di cancellarne le tracce, JR ha deciso di renderle visibili: le giunture delle parti restaurate sono state evidenziate in nero, trasformando l’incidente in parte integrante dell’opera. Un gesto che rende «La Caverne du Pont Neuf» anche una testimonianza degli effetti sempre più evidenti degli eventi meteorologici estremi sugli interventi di arte pubblica.
Finanziato esclusivamente attraverso la vendita delle opere dell’artista e contributi privati, il progetto è sostenuto dal fondo L’Amicale des Ponts de Paris e da partner tra cui Snap, Bloomberg Philanthropies, Paris Aéroport e Salesforce, senza ricorrere a fondi pubblici.
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