Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliÈ un ritorno alle origini quello del Kouros di Lentini, che da domenica 13 settembre torna a essere esposto al Museo archeologico regionale della città in provincia di Siracusa. La statua, uno dei più significativi esempi della scultura greca arcaica presenti in Sicilia, è composta da testa e torso in marmo pario, databili al primo decennio del V secolo a.C., entrambi rinvenuti nel territorio dell’antica Leontinoi in momenti diversi.
Il ricongiungimento dei due frammenti è il risultato di un lungo percorso di studi. La testa, appartenuta alla collezione del principe Biscari e oggi conservata al Museo civico di Castello Ursino di Catania, fu rinvenuta a Lentini nel Settecento. Il torso, invece, fu recuperato dopo le alluvioni del 1902 nella campagna di «Leontinoi» e acquistato nel 1904 da Paolo Orsi per il museo di Siracusa. Già nella prima metà del Novecento Guido Libertini aveva ipotizzato che i due reperti appartenessero alla stessa scultura.
La conferma è arrivata attraverso successive ricerche, fino alle indagini archeometriche e petrografiche avviate nel 2018 su impulso dell’archeologo Sebastiano Tusa. I campioni di marmo hanno individuato per entrambi la provenienza dalla cava di Lakkoi, sull’isola di Paro, suggerendo inoltre l’utilizzo dello stesso blocco. Da qui l’assemblaggio definitivo del cosiddetto «Kouros ritrovato».
Dopo la presentazione a Palermo nel 2018, l’opera ha iniziato una vera e propria tournée tra Catania, Siracusa, Lentini e Atene, dove è stata esposta al Museo Cicladico nel 2021-22. Il ritorno a Lentini, già avvenuto nel 2024, assume così un particolare significato: i due elementi della statua sono infatti legati proprio a questo territorio e alle sue radici greche.
«La sua presenza nel museo rappresenta un valore aggiunto per la valorizzazione e l’attrattività del territorio», sottolinea l’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato. Per Agostino Messana, direttore del Parco archeologico di Leontinoi e Megara, il Kouros può inoltre diventare «un vero motore per incentivare le attività economiche del territorio».
Il Kouros di Lentini nel Museo archeologico regionale
Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata ha provveduto subito a registrare, recuperare e mettere in sicurezza vasi e recipienti emersi nei pressi del cimitero, dove si presume ci fosse un complesso sepolcrale del VI secolo a.C.
A rendere la scoperta particolarmente preziosa è però ciò che non è accaduto al complesso: in seicento anni non è mai stato saccheggiato. A differenza di altre sepolture violate in epoca coloniale, qui sono stati infatti trovati i resti di 38 persone, sepolte insieme a un ricco corredo
Il frammento di pietra rinvenuto ad Ani racconta la devozione e il gusto ornamentale dell’epoca, mentre la calligrafia trasforma l’iscrizione religiosa in parte integrante dell’architettura funeraria
In otto grotte esplorate dal Lost Land Bridge Project sono emerse testimonianze che i ricercatori ritengono risalire ad almeno 15mila anni fa, circa 5mila anni prima delle evidenze finora considerate più antiche del Paese



