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Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliPotrebbe aggiungere un nuovo capitolo alla storia antica del territorio fermano il ritrovamento avvenuto nei pressi del cimitero di Sant’Elpidio a Mare. Qui, sotto la superficie di un’area già interessata in passato da segnalazioni archeologiche, è emersa una sepoltura con un corredo ceramico attribuibile, in prima battuta, alla cultura picena.
Vasi e recipienti sono arrivati fino a noi come parte di un insieme funerario che gli archeologi collocano preliminarmente nel VI secolo a.C. È proprio la presenza di un contesto unitario a rendere particolarmente significativo il ritrovamento: oltre alla qualità e alla tipologia degli oggetti, sarà la loro relazione con la sepoltura a poter offrire nuove informazioni sulle comunità che abitavano l’area in età preromana e sulle modalità con cui accompagnavano i propri defunti.
La scoperta, segnalata nei giorni scorsi, è stata verificata l’8 settembre dal personale della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata che, di concerto con il Comune, lavorerà per individuare risorse e spazi destinati alla conservazione e alla futura fruizione dei manufatti. La priorità è stata, per il momento, sottrarre il materiale a possibili danneggiamenti e di conservarne il valore documentario: i reperti sono stati quindi registrati, recuperati e messi in sicurezza.
Restauro e analisi permetteranno di leggere più precisamente forme, materiali e cronologia del corredo e, soprattutto, di ricostruire il contesto nel quale gli oggetti furono deposti. Le operazioni sono state seguite dal funzionario archeologo Francesco Belfiori, con la collaborazione degli uffici comunali e dei Carabinieri.
Per Sant’Elpidio a Mare il ritrovamento rappresenta anche un’occasione per interrogarsi sul patrimonio ancora custodito dal territorio. I precedenti rinvenimenti fortuiti avevano già evidenziato la presenza di testimonianze archeologiche nell’area; questa nuova evidenza contribuisce a delineare un quadro ancora più interessante.
Giorgio Valentini
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