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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliA Castiglion Fiorentino (Ar), il 16 dicembre alle ore 10.30, presso la Chiesa di Sant’Angelo al Cassero, verrà presentato «in itinere» il restauro del busto reliquiario di Santa Cordula, opera in legno intagliato e dipinto della fine del Seicento di anonimo maestro toscano. Il manufatto, originariamente collocato nell’altare maggiore della Chiesa di Santa Chiara, è oggi conservato presso la Pinacoteca Comunale di Castiglion Fiorentino. Nella circostanza sarà presente, tra gli altri, Ilaria Penati, funzionario Storico dell’Arte della Soprintendenza Archeologica belle Arti e Paesaggio di Arezzo, Siena e Grosseto.
«Negli oltre 30 anni di attività della Fidapa (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari, Ndr), spiega la past president dell’associazione, Giulietta Tavanti, che ha fortemente voluto e seguito passo dopo passo durante la sua presidenza il progetto di restauro del busto, dando, così, un segno tangibile alla nostra attività associativa, abbiamo contribuito al restauro di opere davvero mirabili, come la “Tonacella di Petreto”, ora ospitata nel Museo della Pieve Vecchia, due tele di Francesco Morandini detto il Poppi, “San Francesco” e “Santa Chiara” del XVI secolo, che oggi si trovano in Pinacoteca ma che provengono dalla Chiesa di Santa Chiara, e infine un’icona, “La Madonna di Ristonchia” ora custodito in Pinacoteca».
Le vicende della vita di Santa Cordula sono strettamente collegate a quelle di Sant’Orsola, poiché la santa fu tra le undicimila vergini che seguirono Orsola fino a Colonia. La presenza di questo busto a Castiglion Fiorentino dimostra la diffusione di monasteri femminili e la consuetudine di venerare le reliquie: in origine, infatti, il reliquiario era collocato sull’altare maggiore della Chiesa di Santa Chiara.
Il busto contiene le reliquie del capo di santa Cordula ed è un pregevole esempio di intaglio seicentesco di gusto ancora classicheggiante. Rappresenta una figura femminile a mezzo busto, con incarnato roseo e veste drappeggiata, decorata con dorature. I capelli, anch’essi dorati, sono sormontati da una corona floreale rosa e verde. Una piccola apertura quadrangolare al centro del petto consente di intravedere le reliquie custodite al suo interno.
L’intervento di restauro consentirà di recuperare l’integrità materica e il valore estetico originario dell’opera, ora fortemente ammalorata. Il lavoro prevede la pulizia delicata della superficie, il consolidamento dei colori e la protezione contro eventuali danni al supporto.
Le parti mancanti saranno ricostruite con materiali compatibili, e le integrazioni pittoriche e le velature finali permetteranno di restituire l’armonia originaria del reliquiario. Infine, una verniciatura protettiva garantirà durabilità e splendore nel tempo.
«Grazie all’iniziativa dell’Art Bonus e ai vari benefattori che si sono susseguiti negli anni, che hanno ottenuto un credito d’imposta per donazioni a favore di beni culturali, abbiamo riportato al loro antico splendore ben quattro opere. Si tratta di “San Girolamo, Madonna con Bambino e Sant’Andrea”, di fine XVII secolo, opera attribuita a Tommaso Redi e restaurata tra il 2022 e il 2023, della “Crocefissione” di Michelangelo Tizzi, 1616, restaurata nel 2023, dell’“Annunciazione”, ambito toscano della seconda metà del XVI secolo, della Pieve di Sant’Angelo al Cassero, restaurata lo scorso anno e infine del busto di Santa Cordula», conclude l’assessore alla Cultura, Massimiliano Lachi.
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