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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliI musei d’impresa (una realtà che in tutta Italia conserva ed espone una grande varietà di oggetti, pubblicità d’epoca, attrezzature varie, macchine contabili, fatture, cataloghi, brevetti d’epoca, listini prezzi, disegni tecnici, capitolati) nel 2025 sono stati visitati da circa 5,4 milioni di persone, di cui il 42% provenivano dall’estero. Il turismo industriale favorisce la destagionalizzazione e una differente distribuzione nel territorio dei flussi (molto spesso si tratta di destinazioni minori) e genera un giro d’affari di un miliardo di euro, secondo quanto riportano i dati dell’Osservatorio di Museimpresa, preparato da Nomisma per illustrare le potenzialità di musei e archivi d’impresa oltre ai siti archeologici industriali.
«I dati dell’Osservatorio sul turismo industriale documentano un fenomeno in forte crescita, con oltre 5 milioni di visitatori nel 2025 e un impatto complessivo di 1 miliardo di euro sull’economia nazionale, con ricadute diffuse su numerose filiere produttive e occupazionali, ha dichiarato Antonio Calabrò, presidente di Museimpresa, associazione che rappresenta oltre 160 aziende che hanno un museo. Questi dati restituiscono con chiarezza il valore economico, sociale e culturale dei musei e degli archivi d’impresa e dimostrano che il turismo industriale non è più un fenomeno di nicchia. È la conferma che il patrimonio industriale italiano rappresenta un asset strategico per lo sviluppo dei territori, capace di tenere insieme memoria, innovazione e attrattività turistica, contribuendo in modo concreto alla competitività e alla crescita del Paese».
Secondo i dati di Nomisma, la spesa generata da questi flussi, tra ingressi, attività collaterali, ristorazione, trasporti e shopping, ha prodotto un impatto economico diretto pari a 383 milioni di euro. Considerando anche gli effetti indiretti e indotti lungo le filiere economiche coinvolte, il turismo industriale genera un valore complessivo pari a 1 miliardo di euro per l’economia italiana, con un moltiplicatore economico di 2,6: ogni euro speso dai visitatori produce infatti 2,6 euro di ricadute sul sistema Paese.
«L’analisi di impatto sviluppata per Museimpresa rivela una sorprendente capacità di moltiplicazione economica del turismo industriale: ogni euro speso dai visitatori italiani e stranieri dei musei e degli archivi d’impresa ne genera difatti nel complesso 2,6 nell’economia nazionale, ha osservatoa Emanuele Di Faustino, responsabile Industria, Retail e Servizi di Nomisma. È la prova che non siamo solo di fronte a luoghi di conservazione e valorizzazione delle eccellenze del made in Italy, ma a veri e propri attivatori di filiera che alimentano in modo capillare molteplici settori dalla cultura all’hospitality, dai trasporti al retail, generando oltre 8mila posti di lavoro lungo tutta la penisola».
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