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Alessandro Martini
Leggi i suoi articoliTønder, cittadina di confine nel Sud della penisola dello Jutland nota per le vie acciottolate, gli edifici storici e le boutique dedicate al design, ha inaugurato il Museum Wegner: il primo museo al mondo interamente dedicato a Hans J. Wegner, tra i più influenti maestri del design scandinavo del Novecento. La scelta della sede racconta quanto il legame con il territorio sia parte integrante del progetto: Tønder è infatti la città natale del designer. Il museo ha trovato casa a Hestholm, un'antica fattoria le cui origini risalgono al Trecento, restaurata per ospitare la prima fase di un intervento più ampio. Il progetto porta la firma dello studio danese COBE, sviluppato insieme a Jejsing Trælast e in collaborazione con le figlie del designer, Marianne e Eva Wegner, oltre a diverse fondazioni e al Comune di Tønder. Una seconda fase, che prevede una nuova ala espositiva, è già in programma: l'obiettivo dichiarato è costruire un luogo in cui architettura, paesaggio, sostenibilità e filosofia progettuale di Wegner si intreccino, restituendo al pubblico non solo gli oggetti ma il metodo che li ha generati.
Una veduta del Museum Wegner a Tønder. @ Bjarke Mattesen
Una veduta del Museum Wegner a Tønder. @ Bjarke Mattesen
Figlio di un calzolaio, Wegner (Tønder, 1914-Copenaghen, 2007) si avvicinò al legno (il materiale con cui ha realizzato alcune delle sue più celebri sedute) fin da adolescente, con un apprendistato da ebanista presso la bottega di H. F. Stahlberg, completato a 18 anni. Si trasferì poi a Copenaghen, dove tra il 1936 e il 1938 frequentò la Scuola di Arti e Mestieri, muovendo i primi esperimenti su forma, funzione e comfort che lo portarono al debutto alla Copenhagen Cabinetmakers' Guild Exhibition nel 1938. Lo stesso anno entrò nello studio degli architetti Arne Jacobsen ed Erik Møller, occupandosi degli arredi per il nuovo Municipio di Aarhus, la seconda città del Paese. Nel 1943 aprì un proprio studio a Gentofte, avviando poco dopo un sodalizio ventennale con l'ebanista Johannes Hansen, la cui bottega divenne il laboratorio delle sedie più scultoree e complesse della sua produzione. Fu proprio alla Guild Exhibition del 1949 che Wegner ottenne la consacrazione, presentando la «Round Chair»: la sua fama internazionale esplose nel 1960, quando comparve sul palco del primo dibattito televisivo tra John F. Kennedy e Richard Nixon, guadagnandosi negli Stati Uniti il soprannome di «The Chair». Nello stesso 1949 nacque anche la «Wishbone Chair», ultima di una serie ispirata a ritratti di mercanti danesi seduti su sedie di epoca Ming: riconoscibile per la traversa posteriore a forma di Y e per la seduta in corda di carta (soluzione adottata per la scarsità, nel dopoguerra, di materiali per impagliare) divenne il prodotto simbolo della collaborazione avviata con l’azienda di arredamenti Carl Hansen & Søn, proseguita fino al 1968.
Il riconoscimento arrivò presto anche a livello internazionale: nel 1951 Wegner ricevette il Lunning Prize e il Grand Prix alla IX Triennale di Milano, seguiti negli anni dalla Medaglia Eckersberg dell'Accademia Reale Danese e dal titolo di Honorary Royal Designer for Industry conferito dalla Royal Society of Arts di Londra. Nella sua carriera disegnò oltre 500 sedute, un centinaio delle quali entrate in produzione, guadagnandosi l'appellativo di maestro della sedia. Con Museum Wegner, Tønder diventa così il punto di riferimento per raccontare al pubblico internazionale non solo gli oggetti più celebri del maestro danese, ma anche il percorso di formazione, il processo creativo e l'attenzione al materiale che hanno reso la sua opera un patrimonio riconosciuto in tutto il mondo.
Una veduta del Museum Wegner a Tønder. @ Bjarke Mattesen
Alessandro Martini
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