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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliSul recto di un antico disegno che raffigura tre uomini in abiti classici, raffigurati con un tratto rapido e sicuro, vi è una bozza di lettera a un artista, Cristoforo Roncalli, per chiedere informazioni sui progressi di un dipinto commissionato a chi scrive e al destinatario da una mecenate, Eleonora de’ Medici. Risalente al settembre del 1607, il foglio è opera di Pieter Paul Rubens.
Dopo oltre 400 anni, questo foglio di taccuino è stato esposto ad Anversa, la città natale di Rubens, dopo essere stato acquistato al Tefaf di Maastricht dalla Fondazione Re Baldovino del Belgio per 110mila euro. Per la prima volta viene presentato al pubblico, dallo scorso 19 maggio, nello spazio interattivo della Rubens Experience, dove rimarrà fino al completamento dei lunghi e articolati lavori di ristrutturazione della Rubenshuis, la dimora storica di Rubens, previsto non prima del 2030.
Rubens si era trasferito a Roma nel 1606 da Mantova e viveva con il fratello Filippo, aspirante avvocato, nei pressi di Piazza di Spagna. Come dimostrano i suoi taccuini, disegnava le opere rinascimentali delle chiese e delle piazze della città, oltre a quelle delle collezioni private a cui aveva accesso grazie al fratello, che godeva di ottime entrature pubbliche e politiche. Le tre figure presenti nel disegno recentemente acquisito non compaiono in nessuna opera nota di Rubens: si ritiene comunque che si tratti di apostoli.
Dalla bozza di lettera si evince che Rubens cercava di calibrare il tono per rivolgersi a Roncalli, un pittore che era da una parte un suo superiore, dall’altra un suo subordinato, in veste di consigliere di Eleonora de’ Medici. Rubens conosceva la duchessa dai tempi in cui era al servizio di suo marito, Vincenzo I Gonzaga, alla corte mantovana dal 1600. A Roncalli era stato commissionato un dipinto per la sua cappella privata, e la duchessa stava perdendo la pazienza per tutto il tempo che ci stava mettendo.
La Rubenshuis, fondata nel 1947, possiede solo due disegni e dieci lettere dell’artista (tutti risalenti a un periodo tardivo). «Con questa acquisizione, un’importante opera d’arte e un documento di grande valore tornano in Belgio», ha dichiarato il museo di Anversa in un comunicato. «La nuova opera avrà un ruolo fondamentale nell’approfondire la nostra conoscenza della produzione artistica giovanile di Rubens e della sua rete internazionale».
Il foglio verrà presto condiviso online, con l’idea di offrire al pubblico una testimonianza inedita sulle origini del genio fiammingo.
Il recto del foglio di Rubens con la bozza di lettera indirizzata al pittore Cristoforo Roncalli
Vittorio Bertello
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