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Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliSpesso dimentichiamo che le strade che calpestiamo, gli edifici storici che visitiamo, i paesaggi che ammiriamo, sono stati calpestati, visitati e ammirati da miliardi di persone e hanno vissuto epoche che noi non vivremo mai, se non attraverso i libri di storia.
Curiosi sono i casi di regge e palazzi all’interno dei quali il tempo sembra essersi fermato: le tavole sono ancora allestite, sulle pareti sono ancora appesi quadri o arazzi, i letti sono ben fatti e aspettano solo qualcuno che deve coricarsi. Tra questi, non si può non pensare a Versailles, la reggia che, poco fuori Parigi, ha visto regnare ben tre Luigi (XIV, XV e XVI) dall’anno della sua inaugurazione, il 1683, fino alla Rivoluzione Francese (1789).
In questa cornice è stato prodotto lo speciale di «Ulisse-Il piacere della scoperta», programma televisivo ideato da Piero e Alberto Angela (e da quest’ultimo condotto) alla fine del 2000, che andrà in onda su Rai 1 e RaiPlay lunedì 2 marzo alle 21.30. «Versailles in piano sequenza» si presenta come «il più lungo piano sequenza mai realizzato nella storia della televisione al mondo», come spiega lo stesso Alberto Angela: per due ore e venti minuti la telecamera segue ininterrottamente il conduttore, senza quindi avere un intervento di montaggio tra una sequenza e l’altra. Si tratta di un lavoro magistrale, che implica un’attenzione quasi clinica a tutti i dettagli prima delle riprese, perché anche solo un minimo errore obbligherebbe a ricominciare da capo, oltre a una capacità fisica impeccabile dei principali attori (compreso il cameraman e tutti i tecnici sul set). Questo traguardo batte le precedenti due ore e dieci minuti della puntata del programma «Meraviglie» su Pompei (2024) dello stesso Angela, durante il quale ha percorso 3 chilometri a piedi e in auto all’interno del parco archeologico.
Tra i corridoi di Versailles, Alberto Angela svelerà, anche grazie al contributo di esperti e dei curatori della reggia, passaggi segreti e scale nascoste, che conducono agli appartamenti privati dei sovrani spesso chiusi al pubblico, ma anche le stanze da parata e il nuovo allestimento della Galleria degli Specchi. La tecnica scelta per raccontare la dimora del Re Sole (e strumento politico per imporre anche visivamente il proprio potere assoluto) offrirà una percezione più concreta a chi non c’è mai stato degli spazi, della magnificenza e dell’immensità racchiusi in 67mila metri quadrati. Il palazzo e i suoi giardini saranno inoltre raccontati attraverso le corti di Luigi XV, al cui fianco si sono susseguite «le favorite», tra cui la marchesa di Pompadour e la contessa du Barry, e di Luigi XVI, la cui moglie, Maria Antonietta, è passata alla storia per il suo carattere da molti definito frivolo e per il suo stile iconico (come ben sottolinea il film di Sofia Coppola del 2006), già oggetto di uno speciale «Ulisse» nel 2019.
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