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Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliDal 2024 «Els ulls de la història» («Gli occhi della storia») offre ai visitatori di alcuni siti catalani la possibilità di vivere un’esperienza di visita immersiva attraverso la realtà virtuale. Il progetto, promosso dal Dipartimento della Cultura della Generalitat de Catalunya, riguarda il Castillo de Miravet, la Roca del Moros, la Cartuja de Escaladei, la Valle de Boí e, dal 5 giugno, anche il Complesso Monumentale di Sant Pere de Rodes.
Percorsi audiovisivi e guide multimediali offrono la possibilità di scoprire in modo inedito la storia di questi monumenti, rendendo la comprensione del passato più accessibile e d’impatto. A 520 metri sul livello del mare, il Complesso situato all’interno del Parco Naturale di Cap de Creus rivive nella ricostruzione di come monastero, villaggio di Santa Creu e il Castello di San Salvador de Verdera interagivano durante il Medioevo. L’esperienza prende il nome de «Il giorno dopo le nozze» e permetterà di fare un salto indietro nel tempo fino al 1314 indossando un visore VR.
Il pubblico sarà guidato tra il corpo di guardia, la chiesa, la cripta e gli spazi abitativi del monastero, e sarà accompagnato dai racconti di alcuni protagonisti di queste «nozze», come i due sposi, il cuoco, l’abate e un monaco. Questo espediente narrativo svelerà le dinamiche del monastero stesso e del rapporto con la comunità, dando voce a «quelle che nel corso della storia sono state forse le più sottovalutate, le più ignorate; a volte parla un bambino, altre volte una donna, e soprattutto, tenendo conto di ciò che chiamiamo microstoria, storie di vita quotidiana», ha dichiarato la ministra della cultura Sònia Hernández all’inaugurazione, come riportato dal quotidiano spagnolo «El País».
Oltre ad essere un progetto che valorizza il patrimonio culturale locale, «Els ulls de la història» si pone come strumento didattico: agli studenti del primo anno della Scuola secondaria di primo grado sarà consegnato un kit per ricreare virtualmente in classe gli spazi dei cinque siti. Questa iniziativa, continua la Ministra, «mira a restituire rilevanza» al monastero «come simbolo eccezionale dell’architettura romanica catalana», ma anche come esempio di relazione tra potere e spiritualità all’epoca.
L’installazione audiovisiva «Marmor Revictum», invece, riprodurrà l’aspetto che il portale romanico della chiesa avrebbe dovuto avere quando fu progettato dal Maestro di Cabestany (attivo nella seconda metà del XII secolo, al quale è attribuito) secondo i recenti studi dello storico Manuel Castiñeiras.
L’auspicio è estendere queste modalità anche ad altri luoghi, come il Castello di Cardona, il teatro romano di Tarraco, la colonia Sedó a Esparreguera, la città iberica di Ullastret e il sito archeologico andaluso di Pla d’Almatà.
Cecilia Paccagnella
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