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Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliIl 30 maggio ha riaperto al pubblico a Città del Messico il Museo Dolores Olmedo, chiuso inizialmente durante il periodo della pandemia di Covid-19. Al suo interno è custodita la più importante collezione di opere di Frida Kahlo e Diego Rivera, messa insieme nel corso di una vita dalla collezionista e imprenditrice messicana Dolores Olmedo (1908-2002). Fu proprio lei a istituire nel 1994 il museo all’interno della Hacienda La Noria, sua ex residenza, e a stabilire i termini da rispettare dopo la sua morte.
La raccolta consta di 139 opere di Diego Rivera, 25 di Frida Kahlo, 43 dell’artista russa Angelina Beloff e oltre 600 manufatti di arte pre-ispanica.
«Abbiamo ripensato il concetto di casa-museo preservando il suo stile di vita, rispettando l’edificio, la flora e la fauna, e creando un’esperienza unica», ha dichiarato il figlio Carlos Phillips, attualmente presidente del Consiglio di amministrazione del museo. Una soluzione che si è dimostrata ottimale per evitare l’ipotesi che aleggiava di trasferire tutto in un’altra sede, nel Parque Aztlán di Chapultepec.
Olmedo e Rivera si conobbero nel 1924 e instaurarono un forte legame che si riflette inevitabilmente all’interno dell’edificio attraverso ritratti, ma anche in scambi epistolari. «Il maestro [Diego Rivera] mi ha insegnato a guardare, a capire, a scegliere, a leggere, a informarmi; lui stesso ha selezionato alcune opere. Ho dedicato molte ore della mia vita all’arte, soprattutto a Diego», sosteneva la stessa Dolores Olmedo, che sostenne sempre anche La Casa Azul e l’Anahuacalli Musuem, i due spazi espositivi complementari volti a preservare l’eredità dei due artisti. Fu per merito suo che la collezionista si convinse di comprare qualche opera di Kahlo, che successivamente avrebbe viaggiato in importanti mostre in giro per il mondo. L’esempio più recente è l’esposizione «Frida: The Making of an Icon» al Museum of Fine Arts di Houston, i cui prestiti sono recentemente tornati a Città del Messico.
«Celebriamo la riapertura e speriamo che sia duratura, ha dichiarato il giorno della riapertura Juan González, membro del collettivo Defendemos al Olmedo. Ci impegneremo affinché il sito venga dichiarato patrimonio storico a Città del Messico, al fine di tutelarlo ulteriormente».
Cecilia Paccagnella
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