Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliIn Libano il passato continua a riaffiorare proprio mentre il presente ne mette a rischio la conservazione. Ogni cantiere può aprire una finestra su una civiltà scomparsa: nel sottosuolo di Beirut sono tornati alla luce strutture e reperti di epoca romana, mentre nel Nord del Paese gli archeologi stanno ricostruendo una storia fatta di commerci, produzioni artigianali e stratificazioni culturali. Nel Sud, invece, la guerra ha imposto una pausa alle ricerche e trasformato la tutela dei siti nella priorità assoluta.
La varietà delle scoperte restituisce la particolare posizione del Libano, da millenni punto d’incontro tra Mediterraneo e Vicino Oriente. A Batroun, durante le campagne archeologiche, sono stati individuati un torchio per la produzione dell’olio, pesi in terracotta e strumenti legati alla filatura e alla tessitura, tutti riconducibili all’età romana. Poco distante sono emerse due antiche cave di pietra, una fenicia e una romana. In un altro sito, testimonianze persiane, fenicie, romane e ottomane convivono nello stesso strato archeologico, rendendo evidente la lunga continuità di insediamenti e culture.
Anche la capitale conserva tracce di questa complessità. Gli scavi nel centro di Beirut, avviati spesso in seguito a ritrovamenti accidentali durante i lavori edilizi, hanno portato alla luce un torchio romano e un impianto termale di circa 2mila anni fa. Le ricerche proseguono inoltre sulle tracce di un antico ippodromo romano, già individuato in passato.
Tra le scoperte più significative figura il tempio romano di Maaser el-Chouf, nell’area montuosa a sud-est della capitale. Costruito tra il I secolo a.C. e il II secolo d.C., il monumento faceva parte di un complesso più ampio sviluppatosi lungo una via strategica tra la costa e la valle della Bekaa. Secoli dopo, il luogo venne riconvertito in una fortezza crociata.
È però nel Mezzogiorno che questa memoria oggi appare più fragile. A Tiro, antica città fenicia e sito di eccezionale valore storico, i bombardamenti hanno interessato un territorio che conserva monumenti romani e altri resti dell’antichità. La città e i castelli del Mont Amel, tra cui la fortezza di Beaufort, sono stati recentemente inseriti dall’Unesco nella lista del patrimonio in pericolo.
Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Affianco ai titoli regali del faraone, sull’architrave in arenaria rinvenuto nel sito archeologico di Tell Abu Saifi vi è un’iscrizione che cita un intervento di restauro su una statua del dio «Horus, Signore della città di Mesn»
Gli archeologi dell’Institut national de recherches archéologiques préventives, impegnati in uno scavo preventivo su un’area di 750 metri quadrati in cui sarà edificata una abitazione, stanno attraversando più di due metri di stratificazioni che testimoniano un processo continuo di riuso e trasformazione del comune francese Tonnerre
Le decorazioni della residenza scoperta ad Adramytteion, nell’attuale provincia turca di Balıkesir, restituiscono uno spaccato della vita e della cultura dell’élite di quasi 2mila anni fa. Di rilevante interesse anche il sistema abitativo sofisticato e progettato con grande attenzione
L’imponente direttrice urbana è stata rinvenuta a Side, antica città portuale sulla costa mediterranea dell’attuale provincia di Antalya. La scoperta più significativa riguarda la Porta di Eracle, la cui decorazione comprende rilievi con le dodici fatiche compiute dall’eroe della mitologia greca, oltre a rappresentazioni di Atena, Zeus, Artemide, Igea e Tyche



