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Un dettaglio dei mosaici della villa romana rinvenuta a Adramytteion, nell’attuale provincia turca di Balıkesir

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Un dettaglio dei mosaici della villa romana rinvenuta a Adramytteion, nell’attuale provincia turca di Balıkesir

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Nei mosaici di una villa romana scoperta in Turchia sono raffigurati anche animali domestici

Le decorazioni della residenza scoperta ad Adramytteion, nell’attuale provincia turca di Balıkesir, restituiscono uno spaccato della vita e della cultura dell’élite di quasi 2mila anni fa. Di rilevante interesse anche il sistema abitativo sofisticato e progettato con grande attenzione

Giorgio Valentini

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Un gatto chiamato Emerald e un cane di nome Okyanos, «Oceano». Sono tra i dettagli più curiosi emersi dai mosaici di una sontuosa villa romana scoperta ad Adramytteion, nell’attuale provincia turca di Balıkesir. Insieme alle immagini di animali, figure mitologiche e simboli legati alla storia della città, le decorazioni restituiscono uno spaccato della vita e della cultura dell’élite di quasi 2mila anni fa.

La residenza, in uso nel II secolo d.C., si articolava intorno a un atrio e comprendeva tre grandi sale. Gli ambienti erano impreziositi da mosaici e affreschi, con un ricco repertorio di soggetti figurativi. Nel settore settentrionale sono stati individuati 15 pannelli raffiguranti uccelli, pesci e un cavallo alato. Proprio quest’ultima immagine è particolarmente significativa: lo stesso motivo compare sulle monete di Adramytteion già nel IV secolo a.C. Il suo ritorno in una villa romana, circa cinque secoli dopo, suggerisce la persistenza di un simbolo profondamente legato all’identità della città.

Tra le decorazioni compaiono anche Medusa e le Gorgoni, mentre alcune scene raffigurano pigmei insieme a uccelli. Un soggetto riconducibile alla tradizione musiva del Nord Africa, che potrebbe offrire un indizio sui rapporti commerciali e culturali della residenza. Adramytteion era infatti una città portuale dotata di due approdi e inserita nelle rotte del Mediterraneo orientale. Per gli archeologi, la villa potrebbe quindi essere appartenuta a un ricco mercante.

A rendere eccezionale la residenza non sono però soltanto i mosaici. Gli scavi hanno portato alla luce anche canali di drenaggio, condutture e strutture destinate agli ambienti umidi, rivelando un sistema abitativo sofisticato e progettato con grande attenzione.

Le tracce rinvenute raccontano però una storia ancora più lunga. Sotto la villa romana sono affiorate le fondazioni di un precedente edificio ellenistico, in parte riutilizzate dai Romani. Anche nei secoli successivi l’abitazione continuò a cambiare volto: dopo una distruzione, tra IV e V secolo d.C. fu aggiunta una nuova sala, decorata con mosaici geometrici e figurativi.

Gli scavi, avviati nel 2012 e oggi estesi su circa 9mila metri quadrati, sono ancora in corso. 

Giorgio Valentini, 28 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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