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Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliÈ come se il colle di Montbellant, a Tonnerre, in Borgogna, avesse conservato nel sottosuolo la memoria di una città intera. Gli archeologi dell’Inrap-Institut national de recherches archéologiques préventives, impegnati in uno scavo preventivo su un’area di 750 metri quadrati in cui sarà edificata una abitazione, stanno infatti attraversando più di due metri di stratificazioni che raccontano l’evoluzione dell’insediamento dalla tarda Età del Ferro al Medioevo, seguendo una successione di edifici, cantine, officine e strutture costruite, modificate e spesso demolite.
Il ritrovamento più imponente appartiene al periodo medievale: si tratta di un grande edificio, articolato in diversi ambienti e più volte trasformato nel corso della sua esistenza, al cui interno è stata individuata una cantina scavata direttamente nella roccia calcarea. La scala in pietra che vi conduceva e il rapporto con le strutture sottostanti restituiscono una sequenza particolarmente complessa: la cantina medievale, infatti, taglia alcune fosse più antiche e si trova accanto a un precedente ambiente sotterraneo di epoca romana. In un’altra stanza, un ingresso voltato rivolto verso la valle è crollato all’interno di una fossa preesistente, trascinando con sé parte della muratura; tra i materiali recuperati sono comparsi i conci dell’arco e un elemento in ferro ancora inserito tra le pietre, probabile testimonianza di una porta lignea.
Scendendo ulteriormente nel terreno, la ricerca sta riportando alla luce le tracce dell’insediamento romano, con edifici di cui in alcuni casi sopravvivono porzioni delle pareti e superfici riconducibili a cortili. La notevole quantità di scorie metallurgiche rinvenute nell’area suggerisce inoltre la presenza di attività artigianali specializzate, forse concentrate in una vera e propria officina. La densità delle costruzioni, estese persino lungo i pendii del colle, indica quanto lo spazio fosse sfruttato intensamente.
Ancora più in profondità emergono infine le testimonianze dell’insediamento gallico del I secolo a.C., quando Montbellant faceva parte di un oppidum. Le strutture più antiche sono state in gran parte alterate dalle successive trasformazioni, ma fosse, ceramiche e monete attestano la presenza di una comunità organizzata già prima dell’arrivo dei Romani.
Lo scavo, situato a meno di 50 metri dall’area indagata nel 2024, permette così di leggere la storia di Tonnerre non come una successione di insediamenti indipendenti, ma come un processo continuo di riuso e trasformazione, nel quale ogni epoca ha costruito sopra, accanto e talvolta direttamente attraverso le tracce di quella precedente. Il 3 settembre il cantiere sarà eccezionalmente aperto al pubblico, offrendo la possibilità di osservare da vicino questa stratificazione mentre è ancora in corso di scavo.
Giorgio Valentini
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