Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Lavinia Trivulzio
Leggi i suoi articoliIn un angolo raccolto e silenzioso del centro storico di Parma esiste un luogo che sembra sottratto al tempo. È l’ex Chiesa di San Marcellino al Collegio dei Nobili, scrigno rinascimentale di rara suggestione che oggi custodisce una delle opere più intense e visionarie dell’arte contemporanea italiana: «Naufragio con spettatore» di Claudio Parmiggiani. Un incontro che appare quasi inevitabile. Come se la navata della chiesa e l’opera si fossero attese per secoli. L’installazione, di straordinaria forza simbolica ed emotiva, si presenta come una grande arca sospesa sopra un immenso mare nero composto da libri inchiostrati. Distesi sul pavimento come onde immobili, i volumi formano un oceano silenzioso e inquietante, uno specchio oscuro nel quale la contemporaneità sembra osservare il proprio destino. L’arca, fragile e solenne al tempo stesso, emerge come ultimo rifugio possibile della memoria, della conoscenza e della dimensione più profonda dell’essere umano. È un’immagine potente che parla di salvezza e perdita, di speranza e fragilità, evocando il rischio costante del naufragio della civiltà e dei suoi valori. Ma è il dialogo con lo spazio a rendere l’esperienza davvero unica. La luce che filtra dall’alto, le ombre che abitano le volte rinascimentali, il silenzio quasi sacrale dell’antica chiesa amplificano il significato dell’opera, trasformando la visita in un percorso emotivo e contemplativo. Qui l’arte non occupa semplicemente un luogo: ne diventa parte integrante, fino a confondersi con la sua identità. «Entrare nella ex Chiesa di San Marcellino significa comprendere immediatamente come “Naufragio con spettatore” non possa appartenere a nessun altro luogo al mondo», afferma Andrea Jacopo Fava, Managing Partner di Wannenes Properties, la divisione immobiliare della storica casa d’aste italo-monegasca. La società ha infatti avviato un articolato progetto di valorizzazione del complesso, avviando interlocuzioni con fondazioni, istituzioni culturali, gallerie internazionali e soggetti attivi nel panorama dell’arte contemporanea. L’obiettivo non è semplicemente individuare un nuovo utilizzatore dello spazio, ma trovare un partner capace di comprenderne e custodirne l’anima. «La ex Chiesa di San Marcellino e “Naufragio con spettatore” costituiscono un equilibrio rarissimo tra architettura, memoria, spiritualità e arte contemporanea», sottolinea Fava. «L’intenzione è preservarne l’identità autentica, accompagnando questo luogo verso una nuova dimensione culturale di respiro internazionale». Una visione che va oltre la semplice operazione immobiliare e che si inserisce in un più ampio percorso di recupero e valorizzazione del patrimonio storico attraverso il linguaggio dell’arte.
Particolare dell'opera di Parmiggiani. Courtesy of Wannenes
Per raccontare l’anima più autentica di questo luogo, Wannenes ha scelto di affidare la documentazione fotografica a Paolo Abate, autore che negli ultimi anni si è distinto sulla scena internazionale per la sua capacità di cogliere la dimensione emotiva degli spazi storici. Le sue immagini, caratterizzate da atmosfere sospese, luci morbide e tonalità calde, restituiscono la poesia silenziosa di edifici segnati dal tempo, trasformando l’architettura in racconto. Al centro di questa narrazione rimane però l’opera di Claudio Parmiggiani, uno dei maggiori protagonisti dell’arte contemporanea italiana. Nato a Luzzara nel 1943, l’artista ha costruito una ricerca unica, fondata sui temi della memoria, dell’assenza, del silenzio e della spiritualità. Celebre a livello internazionale per le sue «Delocazioni», ha esposto nelle più importanti istituzioni museali del mondo, sviluppando un linguaggio poetico e metafisico capace di interrogare il rapporto tra tempo, conoscenza e condizione umana. A San Marcellino questa ricerca trova una delle sue espressioni più compiute. L’opera sembra infatti nascere dalle stesse pietre della chiesa, fondendosi con la sua storia e con la sua atmosfera.
Lavinia Trivulzio
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
I fragili resti di un neonato rinvenuti nel sito di Ripari Alti, nella valle di Lamen, nel Bellunese, conservano la traccia di una frattura prodotta durante un parto difficile. Secondo lo studio coordinato dall’Università di Trento, sarebbe la più antica prova archeologica diretta finora documentata di una manovra ostetrica: un tentativo di estrazione compiuto quasi seimila anni fa.
Il furto delle opere di Antonello da Messina al MuMe entra in una storia lunga più di un secolo, fatta di clamorose falle nella sicurezza, criminalità organizzata, commissioni clandestine e recuperi altrettanto spettacolari. Dalla Gioconda sottratta al Louvre nel 1911 alla Natività di Caravaggio mai ritrovata, dal colpo all’Isabella Stewart Gardner Museum fino a Castelvecchio, alla Magnani Rocca e al Louvre del 2025: una geografia del patrimonio scomparso che racconta anche l’evoluzione della tutela dei musei.
Scoperti casualmente nel 1946 nelle Marche, i Bronzi dorati di Pergola costituiscono l'unico gruppo scultoreo equestre romano in bronzo dorato giunto fino a noi. Un capolavoro assoluto dell'arte antica, ancora avvolto da interrogativi sulla committenza, sulla collocazione originaria e sull'identità dei personaggi, la cui storia intreccia archeologia, restauri, dispute istituzionali e nuove tecnologie museali.
Il Museo dell'Ottocento Fondazione Di Persio-Pallotta dedica una mostra alla Scuola di Barbizon, presentando per la prima volta l'intero nucleo francese della propria collezione. Un percorso che ricostruisce la stagione in cui il paesaggio smise di essere semplice sfondo narrativo per diventare il centro della pittura moderna, aprendo la strada all'Impressionismo e influenzando profondamente anche gli artisti italiani del secondo Ottocento.



