Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Redazione
Leggi i suoi articoli«Il cinema italiano è grande quando è anche scomodo, quando critica debitamente il potere, qualsiasi potere, affinché non si faccia dominio. La nostra volontà è chiara, quanto la nostra azione è perfettibile: tutelare il cinema italiano come lavoro, industria, arte e presidio culturale. Significa garantire la tutela dei diritti rivendicati dagli invisibili del cinema: le maestranze precarie, i disoccupati, le donne e gli uomini privati della prospettiva pensionistica e del riconoscimento dello status di malati o di genitori. Con grande sforzo abbiamo appena stanziato altri 20 milioni di euro per il Fondo Cinema e Audiovisivo, che si aggiungono alle risorse già ripartite per il 2026 e portano la dotazione complessiva a 626 milioni di euro. Non lo stiamo facendo in solitudine: le associazioni di categoria ci accompagnano in un confronto continuo»: così il ministro della Cultura Alessandro Giuli, oggi alla presentazione al Palazzo del Quirinale, con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dei candidati dei premi «David di Donatello», il più importante riconoscimento cinematografico del nostro Paese assegnato annualmente dall’Accademia del Cinema Italiano.
«Negli ultimi anni, ha proseguito il titolare del MiC, abbiamo assistito a paradossi, a incomprensioni e, ammettiamolo, a errori dei quali sono io il primo a dolermi. Alcuni film hanno ottenuto finanziamenti pubblici immeritati, sia su base automatica sia su base selettiva. Altri, pur meritandoli, non li hanno avuti. Valga su tutti l’inaccettabile caduta sul docufilm “Tutto il male del mondo” dedicato a Giulio Regeni, alla cui memoria vanno il mio pensiero accorato e la promessa, in parte già mantenuta, di mettere ordine e un sovrappiù di coscienza morale laddove hanno prevalso invece l'opacità o l’imperizia. Mai più».
L’opera del 2026 di Simone Manetti, distribuita da Fandango, dedicata alla ricostruzione della verità dei fatti legati alla tragica vicenda del giovane e brillante ricercatore italiano rapito, torturato e ucciso in Egitto dieci anni fa, tra il 25 gennaio e il 3 febbraio 2016, è stata infatti esclusa dalla distribuzione dei contributi selettivi del Ministero della Cultura, pari a 14 milioni di euro, assegnati a opere cinematografiche e documentaristiche giudicate di interesse artistico e culturale. A inizio aprile il mancato finanziamento del docufilm aveva portato alle dimissioni di due membri delle commissioni incaricati di valutare le opere cinematografiche, Massimo Galimberti (story editor) e Paolo Mereghetti (critico del «Corriere della Sera»), cui era seguita la rinuncia di Ginella Vocca, fondatrice e presidente del Medfilm Festival, che aveva rimesso il mandato nelle mani di Giuli.
«Il sistema va reso più giusto, evitando che paure e allarmi si trasformino in conflitti ideologici infruttuosi e nocivi, ha sottolineato poi Giuli. Il Ministero non vuole condizionare né a monte né a valle le decisioni dei competenti, sì che insieme alle associazioni di categoria stiamo lavorando per rafforzare la terzietà di giudizio, la trasparenza dei criteri e la responsabilità delle scelte. Più qualità, meno spazio all'ombra della politicizzazione». Ha quindi lanciato un appello al Parlamento affinché si mantenga un clima di collaborazione trasversale su una proposta di legge già condivisa tra maggioranza e opposizione: «Vi prego, non perdiamo l’occasione di mostrarci coesi nella riforma del sistema audiovisivo nazionale, ha esortato. Alla centralità del potere legislativo, la facoltà di costruire il perimetro esatto. Al potere esecutivo, il dovere di riempirlo con proposte adeguate alle sfide del presente, ai protagonisti del settore, il diritto di accompagnarci verso l'esito auspicato».
Redazione
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Consigliere d’Ambasciata e diplomatico di lungo corso, subentra al ministro plenipotenziario Enrico Vicenti, che ha guidato il Segretariato per un decennio
I contributi, compresi tra 50mila e 200mila euro per progetto, andranno a musei della Lombardia e delle province piemontesi di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, con l’obiettivo di aiutarli a migliorare l’esperienza di visita delle persone con disabilità e delle bambine e dei bambini tra 0 e 6 anni
Mentre l’iperrealtà ha anestetizzato la parodia e l’iper-sé sociale ha sostituito la maschera della Commedia dell’Arte, l’opera dell’artista padovano continua ad abbracciare il carnevalesco, rendendo anche l’Intelligenza Artificiale un alter-ego al servizio del suo messaggio. Da Prompt a Prank
L’organo approva lo statuto, la carta dei servizi e la programmazione economico e finanziaria annuale e i progetti di valorizzazione economica e culturale del polo museale torinese



