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Il pubblico che accalca ogni due anno numeroso i Giardini

Courtesy Biennale Arte

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Il pubblico che accalca ogni due anno numeroso i Giardini

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Biennale Arte, rivoluzione dei premi (posticipati): ora decidono i visitatori

Dopo le dimissioni della giuria internazionale, la Biennale di Venezia sposta la premiazione al 22 novembre e istituisce due «Leoni del pubblico»

Mentre è ancora fresca la notizia delle dimissioni in blocco della giuria internazionale, la 61ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia cambia radicalmente uno dei suoi momenti più simbolici: la cerimonia di premiazione. Non più il 9 maggio, giorno di apertura, ma il 22 novembre, in chiusura, in una mossa che suona come una soluzione d’emergenza.

La decisione arriva «in considerazione delle dimissioni odierne» della giuria indicata da Koyo Kouoh e dell’«eccezionalità della situazione geopolitica internazionale», un riferimento che lascia poco spazio a interpretazioni dopo le tensioni esplose attorno al Padiglione russo. Non è un precedente isolato: una scelta simile era stata adottata nel 2021 per la Mostra Internazionale di Architettura, in piena emergenza Covid, ma oggi il contesto è ben diverso e profondamente politico.

Nel vuoto lasciato dalla giuria, la Biennale introduce una soluzione inedita: due Leoni assegnati direttamente dal pubblico. Nascono così i «Leoni dei Visitatori», uno per il miglior partecipante della mostra «In Minor Keys» e uno per la migliore partecipazione nazionale. A votare saranno gli stessi visitatori, purché abbiano effettivamente percorso entrambe le sedi espositive, Giardini e Arsenale, in un sistema che sarà tracciato digitalmente dalla biglietteria e che consentirà un solo voto per ciascun premio.

È una svolta che ribalta la tradizionale gerarchia critica della Biennale, spostando il baricentro dal giudizio degli esperti a quello del pubblico globale. Una democratizzazione forzata, certo, ma anche una risposta diretta a una crisi di legittimità senza precedenti. Tutte le partecipazioni nazionali, senza esclusioni, concorreranno al premio, nel segno – sottolinea la Fondazione – dell’inclusione e della parità di trattamento. La Biennale prova a riaffermarsi come spazio di apertura e dialogo, «luogo della tregua» fondato sulla libertà artistica. 
A Venezia, intanto, l’arte si prepara ad andare in scena nel clima più incerto degli ultimi anni...

Redazione, 30 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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