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BadBinch Dress. CHRISTIE'S IMAGES LTD. 2026

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BadBinch Dress. CHRISTIE'S IMAGES LTD. 2026

Il guardaroba de Il Diavolo veste Prada 2 in vendita all'asta

Dal 1° al 15 settembre Christie’s New York metterà all’asta oltre una selezione di costumi, accessori e oggetti utilizzati nel sequel del celebre film. L'iniziativa, sostenuta da Meryl Streep, finanzierà il Committee to Protect Journalists e il Council of Fashion Designers of America, trasformando il costume cinematografico in oggetto da collezione e confermando la crescente convergenza tra mercato dell'arte, lusso, moda e cultura pop.

Rebecca Donaldson

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Per il mercato internazionale il confine tra arte, moda, cinema e cultura pop continua ad assottigliarsi. Dopo il crescente interesse per i memorabilia cinematografici e per gli archivi della moda contemporanea, Christie's inaugura una nuova operazione destinata a intercettare pubblici diversi: dal 1° al 15 settembre la sede di New York organizzerà un'asta online dedicata ai costumi e agli accessori di The Devil Wears Prada 2, il sequel del film che vent'anni fa contribuì a costruire uno degli immaginari più riconoscibili dell'industria della moda. L'asta sarà accompagnata da una mostra aperta gratuitamente al pubblico nelle sale di Rockefeller Plaza dall'8 al 13 settembre.

L'iniziativa nasce con una finalità benefica. L'intero progetto sosterrà il Committee to Protect Journalists (CPJ) e il Council of Fashion Designers of America (CFDA), due istituzioni che, non casualmente, richiamano i due universi narrativi del film: il giornalismo e la moda. Accanto alla vendita online, il 10 settembre, durante la New York Fashion Week, Christie's ospiterà anche una charity auction dal vivo su invito con esperienze esclusive e ulteriori lotti legati alla produzione cinematografica.

L'operazione è stata concepita con il sostegno di Meryl Streep, che aveva già promosso un'asta benefica dei costumi dopo il primo film. Questa volta il catalogo comprende numerosi abiti realmente utilizzati sul set da Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, Simone Ashley e Lady Gaga, trasformando il guardaroba cinematografico in un insieme di oggetti dotati di una doppia biografia: quella della moda e quella del cinema. Tra i lotti più attesi figurano il Dries Van Noten indossato da Miranda Priestly durante una riunione della redazione di Runway, una giacca Schiaparelli in bianco e nero, un completo Dolce & Gabbana indossato da Emily Blunt, i gioielli Vhernier utilizzati da Meryl Streep e un prototipo delle celebri décolleté rosse Valentino Garavani Rockstud, che saranno firmate dall'attrice. Non mancano il bracciale Elsa Peretti Bone Cuff, valutato oltre 100 mila dollari nel mercato retail, il celebre maglione "cerulean", ormai entrato nell'immaginario collettivo della saga, e il vestito piumato Bad Binch TongTong indossato da Lady Gaga nel videoclip RUNWAY con Doechii.

Una curiosità racconta bene il modo in cui Christie's costruisce oggi il valore di questi oggetti. L'abito Gabriela Hearst indossato da Anne Hathaway nella scena ambientata negli Hamptons verrà venduto con la macchia presente nel film, trasformando un incidente di scena in elemento di autenticità e, potenzialmente, di desiderabilità collezionistica.

Dal punto di vista del mercato, l'asta rappresenta un ulteriore passo nell'espansione delle grandi case internazionali verso categorie sempre più ibride. Negli ultimi anni Sotheby's, Christie's e Phillips hanno ampliato il proprio raggio d'azione ben oltre le arti visive tradizionali, includendo sneakers, borse, videogiochi, NFT, memorabilia musicali e oggetti legati all'intrattenimento. Il costume cinematografico entra così definitivamente nello stesso ecosistema collezionistico dell'alta moda e del lusso. In questo caso il valore dell'oggetto non deriva soltanto dalla firma dello stilista (Dries Van Noten, Schiaparelli, Dolce & Gabbana, Valentino, Fendi o Gabriela Hearst) ma dalla sovrapposizione di più livelli di autenticità: il marchio, la provenienza dal set, il personaggio che lo ha indossato e la memoria culturale del film.

Non è un caso che Christie's presenti l'iniziativa durante la settimana della moda newyorkese. L'asta si inserisce infatti nel punto d'incontro tra fashion system, entertainment e mercato del collezionismo, rivolgendosi tanto agli appassionati del cinema quanto ai collezionisti di moda e agli acquirenti dell'universo luxury. A vent'anni dall'uscita del primo The Devil Wears Prada, il guardaroba di Miranda Priestly continua così a produrre valore. Sia come costruzione narrativa sul grande schermo, sia come patrimonio materiale destinato a una seconda vita sul mercato internazionale, dove il costume cinematografico si afferma sempre più come categoria collezionistica autonoma.

Rebecca Donaldson , 07 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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