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Ignaz Stern detto Ignazio Stella_Trionfo di Venere_Circa 1725_Olio su tela

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Ignaz Stern detto Ignazio Stella_Trionfo di Venere_Circa 1725_Olio su tela

Il gran ritorno di Vittorio Sgarbi: una mostra sulla figura femminile inaugura il nuovo polo museale di Andora

Dal 10 agosto il Castello dei Clavesana di Andora inaugura la sua nuova stagione come polo museale con "Figure di donna. Tesori d'arte dalla Fondazione Cavallini Sgarbi", mostra curata da Vittorio Sgarbi e Pietro di Natale. L'esposizione riunisce oltre trentacinque dipinti e sculture della Collezione Cavallini Sgarbi, offrendo un percorso attraverso quattro secoli di arte italiana e le molteplici rappresentazioni della figura femminile, dal Rinascimento agli inizi del Novecento.

Ginevra Borromeo

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Sarà dedicata alla rappresentazione della figura femminile nell'arte italiana la mostra che inaugurerà, dal 10 agosto, la nuova vita del Castello dei Clavesana di Andora (Savona). Intitolata "Figure di donna. Tesori d'arte dalla Fondazione Cavallini Sgarbi", l'esposizione riunisce oltre trentacinque dipinti e sculture provenienti dalla Collezione Cavallini Sgarbi, proponendo un itinerario che attraversa più di quattro secoli di storia dell'arte, dal Cinquecento ai primi decenni del Novecento. Curata da Vittorio Sgarbi e Pietro Di Natale, direttore della Fondazione Ferrara Arte, con la supervisione di Elisabetta Sgarbi per la Fondazione Cavallini Sgarbi, la mostra rappresenta la prima selezione interamente dedicata al tema della donna all'interno della raccolta. L'obiettivo non è quello di costruire una cronologia della pittura italiana, ma di seguire l'evoluzione di un soggetto che, nei secoli, ha assunto significati religiosi, allegorici, mitologici, familiari e sociali, riflettendo le trasformazioni della cultura figurativa e della società.

Il percorso riunisce opere di artisti provenienti da differenti aree della penisola e appartenenti a scuole e tradizioni diverse, restituendo la pluralità delle interpretazioni che la figura femminile ha conosciuto nella pittura e nella scultura italiana. Dal ritratto alla devozione, dalla rappresentazione della santità alle figure mitologiche, la donna emerge come uno dei temi più costanti della produzione artistica nazionale, capace di riflettere ideali estetici, modelli morali e trasformazioni del gusto. Le opere provengono dalla Collezione Cavallini Sgarbi, dichiarata nel 2019 di eccezionale interesse storico-artistico dal Ministero della Cultura. Costruita in oltre mezzo secolo di ricerche da Vittorio Sgarbi e dalla madre Rina Cavallini, la raccolta è oggi considerata una delle più importanti collezioni private italiane dedicate soprattutto alla pittura antica, con una particolare attenzione per gli artisti meno noti della tradizione figurativa italiana.

La mostra assume inoltre un valore particolare per il luogo che la ospita. L'antico Castello dei Clavesana, conosciuto anche come Paraxo, riapre infatti al pubblico al termine di un articolato intervento di recupero finanziato nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il progetto, promosso dal Comune di Andora con il titolo "Ricordare il passato, per costruire il futuro", trasforma il complesso medievale in un nuovo polo museale destinato a ospitare mostre temporanee, attività culturali e iniziative dedicate alla valorizzazione del patrimonio. In questo senso, Figure di donna inaugura non soltanto una nuova esposizione, ma anche una nuova funzione del castello, che si propone come spazio permanente per la produzione culturale nel Ponente ligure. La scelta di aprire con una selezione della Collezione Cavallini Sgarbi sottolinea la volontà di avviare la programmazione con un progetto di respiro nazionale, capace di coniugare la valorizzazione di una raccolta privata di riferimento con il rilancio di un monumento storico restituito alla collettività. La mostra rappresenta una riflessione sulla persistenza della figura femminile nell'immaginario artistico italiano e inaugura una nuova stagione per uno dei complessi storici più significativi della Riviera ligure, chiamato a ridefinire il proprio ruolo all'interno del panorama museale regionale.

Ginevra Borromeo, 26 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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